Sono salvi i beagle su cui stavano testando un nuovo pesticida!

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Sono salvi i beagle costretti a ingoiare pesticidi! La sperimentazione che li vedeva usati come cavie è terminata, grazie alla mobilitazione internazionale che chiedeva di non ucciderli.

“Abbiamo terminato immediatamente lo studio che è stato oggetto di attenzione la settimana scorsa e faremo ogni sforzo per salvare gli animali che facevano parte dello studio”, ha detto Corteva Agriscience, la divisione agricoltura di DowDupont, in una dichiarazione che annunciava la decisione.

Sono ben trentasei beagle scampati al pericolo. Dopo una breve vita passata in gabbia, al freddo e senza spazio vitale per muoversi, costretti a mangiare pesticidi per la sperimentazione, avrebbero rischiato anche l’eutanasia. Cavie da laboratorio, una realtà che in pochi mostrano, un orrore da fermare.

Usate da Dow AgroSciences in un laboratorio del Michigan, servivano a testare un pesticida che dovrebbe essere commercializzato nel 2023.

A denunciare la situazione era stata la Humane Society degli Stati Uniti (HSUS), che aveva mostra una situazione shock sul destino dei beagle, che come sappiamo sono i cani più gettonati, per gli esperimenti in laboratorio.

Ne avevamo già parlato, questa razza canina viene selezionata per la taglia, per il pelo, per il temperamento docile e per la resistenza cardiaca. Su questi sfortunati animali non vengono risparmiati test sulla tossicità di sostanze industriali, trapianto di organi, test su chemioterapie, scosse elettriche e altri terribili orrori.

Nel laboratorio del Michigan, secondo HSUS, si fanno 100 giorni di esperimenti l’anno su beagle e segugi e secondo le stime sarebbero 60mila i cani che vengono sacrificati. Perché, se riescono a sopravvivere ai pesticidi, vengono comunque uccisi con l’eutanasia perché non servono più.

Un orrore indescrivibile documentato da un investigatore sotto copertura della HSUS che ha assistito alla sperimentazione di un fungicida che viene fatto mangiare ai cani per testarne la tossicità.

Tutti cani che vengono da allevamenti intensivi che paradossalmente hanno regolare licenza. Proprio come i cani di Green Hill di Montichiari, che ormai in Italia tutti conoscono. I beagle dovevano essere sottoposti a eutanasia a luglio, per questo l’organizzazione aveva lanciato una petizione per riuscire a salvarli tutti e trentasei.

E ora la buona notizia. Anche se purtroppo altri cani continueranno a morire nei laboratori in giro per il mondo, insieme ad altri milioni di animali

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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