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Stabilire il numero di cani e gatti che ogni cittadino ha in casa propria e impedire che nei piccoli appartamenti ci siano troppi animali domestici. Questo l’obiettivo di Giovanni Battista Bazzani, sindaco del piccolo comune di Sorgà (appena 3.300 abitanti), a pochi chilometri da Verona.

Dopo venti anni di governo, in qualità di primo cittadino, il sindaco del piccolo centro veronese ha deciso di presentare in consiglio comunale un regolamento inedito per sapere quanti animali domestici ci sono in ogni casa di Sorgà e soprattutto fissare un numero massimo di cani e gatti che è possibile tenere nella propria abitazione.

In breve, la proposta del sindaco è questa. Chi vive in appartamento e ama i cani deve scegliere: può tenerne uno di grossa taglia, oppure due.
I gatti? Mai più di due. Chi invece non sa proprio scegliere tra cani e gatti e vuole averli tutti e due, ha un’opzione ben precisa: può tenere al massimo un gatto e un cane di media o piccola taglia.

Ma c’è di più: per avere un animale di taglia grossa, bisogna avere anche uno spazio dedicato che sia sufficiente (una regola che stabiliscono anche molti allevamenti italiani di cani per garantire il benessere dell’animale che affideranno): per le case indipendenti, o le villette a schiera con giardino il regolamento impone un'area minima di 100 metri quadri per animale; e comunque non si potranno ospitare più di tre cani o quattro gatti.

Subito è scattata la polemica. Non appena si è sparsa la voce, decine e decine di animalisti e simpatizzanti si sono presentati, per protesta, con i cuccioli di casa e i fischietti in bocca sotto il municipio di Sorgà. Una situazione che ha fatto rumore, tanto che al sindaco è arrivata anche una telefonata dal ministero: “Si può sapere cosa succede?”.

Alle critiche lanciate contro di lui, Giovanni Battista Bazzani, che possiede tre cani, risponde: “uno è uno yorkshire, più che altro per le donne di famiglia, a me piacciono di grossa taglia, però ho gli spazi per tenerli, per farli vivere bene”.

E poi: “non mi sono inventato niente. La materia è già regolamentata dalla Regione, che stabilisce il numero massimo di animali d'affezione che possono essere tenuti in una "civile abitazione”. Questo regolamento – ha continuato il sindaco - ci serve anche come censimento. I cittadini ci diranno quanti animali hanno in casa, e si vedrà se esistono le condizioni per far vivere bene cani e gatti, e far convivere al meglio anche gli umani. Quando una famiglia va ad abitare in un appartamento deve pur essere rilasciato un certificato: se in 60 metri quadrati non possono vivere venti persone, perché dovrebbero poter vivere dieci gatti?”.

Insomma, da un lato la limitazione delle libertà personali, dall’altro il tentativo di favorire il benessere degli animali: il dibattito è aperto! Voi che ne pensate?

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