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Una class action contro Nestlé Purina PetCare Co. che è valsa 6,5 milioni dollari. La multinazionale ha raggiunto un accordo con i proprietari di cani i cui animali domestici sarebbero stati uccisi dai croccantini Waggin' Train e Canyon Creek Ranch contaminati e tossici. Entrambe le parti hanno voluto evitare una battaglia legale lunga e costosa.

Tutto questo è accaduto negli Stati Uniti, dove il risultato, per il quale si attende l'approvazione di un giudice federale, crea di fatto un importante precedente: ogni proprietario di animali da compagnia convinto di aver subito danni dai prodotti di fabbricazione cinese potrà essere rimborsato non solo per il cibo acquistato, ma anche per tutte le spese veterinarie e post-morte sostenute.

L'importo disponibile per i proprietari sarebbe notevolmente inferiore a 6,5 milioni dollari. Dalla cifra, infatti, vanno dedotte le spese legali e amministrative e altri costi. Gli studi legali che rappresentano i querelanti chiederanno al giudice di approvare un tetto massimo di 2,15 milioni per le spese legali.

L'accordo sembra essere l'ultimo capitolo di una saga durata sette anni sul pet food che ha scatenato una vera e propria epidemia oltre Oceano, le cui cause restano ancora misteriose, nonostante i test e le analisi. La Food and Drug Administration ha segnalato a metà maggio che 5.600 cani e 24 gatti sono stati male dopo aver mangiato i prodotti incriminati, molti dei quali made in China. Si va da disturbi gastrointestinali a quelli renali. Più di 1.000 cani sono morti.

WagginTrain-CanyonCreek-600

Dopo anni di indagini e attività di laboratorio, infatti, la FDA è stata in grado di collegare definitivamente i croccantini con malattie o morti degli animali. Le catene di prodotti per animali domestici nazionali Petco e PetSmart hanno annunciato che avrebbero smesso di vendere pet food cinese dal 1 gennaio 2015. Fino a quella data, però, i cibi rimaranno sugli scaffali dei negozi. Intanto Nestlè Purina PetCare e la sua controllata Waggin' Train hanno patteggiato, senza ammettere, tuttavia, alcuna responsabilità.

Occhio dunque a cioò che acquistiamo per i nostri amici pelosi: leggiamo sempre le etichette e la provenienza del cibo, cercando di scegliere marche cruelty-free.

Roberta Ragni

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