Wheelly, la casa portatile ecologica per i senzatetto

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Non è una tenda da campeggio e nemmeno una nuova attrattiva al parco giochi. In questo caso ad avere una ruota-tenda per amico che risponde al nome di Wheelly, sono i clochard. Sì, insomma, i senzatetto, i senza fissa dimora, gli homeless, i barboni – varia il nome, ma la categoria è, purtroppo, sempre quella – ora potranno portarsi appresso un colorato, bizzarro ed ecologico “ricovero di fortuna”, così come lo definisce chi lo ha progettato, la Zo loft architecture & design.

Di alluminio, cartone pressato, gomma, poliestere resinato e neoprene, tutto rigorosamente progettato con materiali riciclati e riciclabili al 100%, Wheelly è stato presentato all’edizione 2009 del Well-Tech di Milano, l’annuale premio internazionale all’Innovazione Tecnologica allestito in occasione del Salone del Mobile.

WhellyChiusoNata col nobile intento di “reintegrare la figura del clochard nel contesto socio-economico della città”, questa singolare e un po’ curiosa diavoleria mira realmente a soddisfare tutti i requisiti di mobilità, protezione e trasporto. La casa madre, infatti, spiega che, proprio per questi motivi, il telaio di alluminio, il cui diametro è di 150 centimetri, è svincolato dal movimento dei copertoni in contatto col terreno, attraverso un sistema di cuscinetti a rullo in cartone pressato.

Così, il bagaglio contenuto in un sacco da 250 litri, rimane immobile nella scocca metallica durante il suo movimento. E, una volta deciso dove stabilirsi provvisoriamente, il manubrio del modulo si trasforma in “cavalletto” bloccando e stabilizzando il carrello.

Le tende in poliestere resinato e metallo contenute nel telaio vengono liberate dall’incastro di sicurezza e scendono a costituire il rifugio, che rimane così isolato da terra tramite un disco in neoprene che garantisce protezione dall’acqua e dal freddo.

E se, durante la notte, la tenda funge da dignitoso riparo e restituisce un pochino di privacy, di giorno può essere facilmente convertita in seduta o bancarella.

Ultima chicca: agli estremi del carrello sono previsti due elementi circolari in gomma sui quali è possibile collocare un logo o un marchio. Così facendo, ci si potrà autofinanziare con i proventi derivanti dalla sponsorizzazione, riducendo i costi di produzione del carrello o, addirittura, rendendolo gratuito ai senzatetto, diventando dei veicoli pubblicitari in città. Come dire… geniale!

Germana Carillo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook