Le surreali case di Terunobu Fujimori che sfidano le leggi della gravita’

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Combinano tradizione, eccentricità e amore per la natura. Sono gli edifici realizzati dall’architetto giapponese antimodernista Terunobu Fujimori, classe 1946, una delle personalità più eccentriche dell’architettura giapponese, che realizza strutture arrampicate su tralicci ricurvi, spogli alberi ed esili palafitte, fatte con materiali semplici e tradizionali come terra, pietra, legno, carbone, corteccia e malta.

Spesso definito come un architetto “surrealista”, Fujimori ha realizzato case da tè, musei e case private che sembrano uscite direttamente da una fiaba, con piante e fiori spontanei che spuntano a sorpresa e in modo disordinato dai loro tetti.

All’esterno spesso si trovano tavole tagliate a mano o bruciate per le pareti e corteccia di albero sui tetti, mentre all’interno gli spazi abitativi sono ornati solamente da tronchi e ceppi, senza mobili né suppellettili.

Evitando come se fossero peste l’uso di tecnologie avanzate, è così che Fujimori crea edifici ecologicamente sostenibili e ad alta efficienza energetica, che sembrano fluttuare nell’aria, a ricordare l’eterna lotta dell’uomo contro gli elementi.

Terunobu-Fujimori-Irisentei-Teehaus

TeaHouse

A segnare l’inizio della sua carriera la realizzazione del Jinchokan Moriya Historical Museum commissionato dalla sua città natale Chino, nella prefettura di Nagano. A seguire, arrivarono la “Casa Dandelion“, la “Charred Cedar House” e, ancora, l’ambiziosa e famosa “Too Tall Teahouse“, di appena 6,24 mq.

Si tratta di strutture fantasiose e giocose che trasformano l’architettura tradizionale in base al rapporto con la natura. Le sue opere più interessanti e celebri sono proprio le Chashitsu, le tipiche camere da tè giapponesi, presentate nel 2006 alla biennale d’architettura di Venezia. Quelle di Fujimori però sono esterne all’abitazione, per creare un mondo tranquillo e lontano dalla quotidianità.

casa ciliegi

threehouses

Casa Dandelion

Il marchio di Fujimori è il cedro bruciato, ottenuto con un’antica tecnica giapponese che protegge il legno dal deterioramento. Questo semplice ed elementare materiale, che collega la sua architettura alla terra da cui proviene, dà alle sue case un aspetto quasi fantastico, dal colore bruno e dall’aspetto antico. Sembrano opere tradizionali, ma in realtà reinventano le forme del passato, utilizzando i materiali tipici in un nuovo modo e dando vita a qualcosa di assolutamente nuovo e originale. E in armonia con la natura.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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