Case Passive: in Kenya l’orfanotrofio colorato fatto di terra, legno e argilla

Bella, ecologica, colorata ed accogliente. Siamo in Kenya, precisamente a Nakuru, dove in sole 8 settimane è stata messa in piedi la nuova casa che ospiterà i bambini locali svantaggiati e abbandonati. Molto lontano dallo squallore degli orfanotrofi ed in particolare di quelli africani, il nuovo centro è stato realizzato dal team britannico di architetti di Orkidstudio, aiutati da un piccolo gruppo di studenti che rappresentano le scuole del Regno Unito, e da oltre 70 residenti.

Donne e uomini hanno lavorato al fianco dei colleghi britannici, con gli stessi diritti, una vera e propria rarità da queste parti. Costruito seguendo il metodo Earthbag, l’orfranotrofio, noto come St. Jerome’s Centre, ha visto in natali in una manciata di giorni, usando la materia prima presente sul posto, ovvero una serie di ammassi di terra cruda.

L’orfanotrofio earthbag sorge nella periferia rurale di Nakuru ed è diventato uno dei più recenti esempi di come i sistemi passivi stiano spianando la strada per l’architettura sostenibile e accessibile in tutta l’Africa. Qui vengono accolti i bambini svantaggiati della comunità di Kikuyu, in uno spazio arioso e dai colori vivaci.

Per costruirlo è stato utilizzato il terreno argilloso ricavato dagli scavi per la fondazione, poi confezionato in veri e propri “sacchetti” fino a formare mattoni di terra.

Nakurubimbo

L’orfanotrofio di Nakuru si distingue dalla tipologia architettonica circostante, dominaa dalle case di pietra e di cemento. L’uso della terra locale come materiale da costruzione primario non solo dà alla costruzione un aspetto caldo, ma le permette di assorbiree calore durante il giorno per aiutare passivamente a raffreddare la struttura e rilascia il calore di notte per regolare la temperatura interna.

L’edificio è rivestito in legno riciclato, un prodotto di scarto della lavorazione dell’impiallacciato. A disposizione acqua corrente, fornita attraverso un sistema che combina la raccolta dell’acqua piovana e la rete idrica. Grande attenzione all’aspetto ambientale, dunque, ma senza mettere da parte il benessere dei piccoli ospiti.

Una delle principali sfide del team di architetti era sfidare le sembianze del tipico orfanotrofio africano dove i bimbi dormono in massa in grandi dormitori, con una casa con stanze grandi occupate al massimo da quattro bambini.

Nakuru2

Qui essi trovano, colore, ampi spazi e luce naturale. Spazio anche alle aree dedicate alla socialità, ritrovi comuni sia all’aperto che al chiuso dove poter giocare, ma anche studiare, leggere o semplicemente rilassarsi.

Francesca Mancuso

Foto: Orkidstudio

Leggi anche:

In Kenya la prima smart city Africana

Treehouse: la casa sull’albero autocostruita per i bambini abbattuta dalle autorita’ UK

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Sparkasse Green

La banca punta alla sostenibilità ambientale

Coop

Non solo dal contadino, si può scegliere etico anche al supermercato

Coop

Coop pianta più di 6.000 alberi per la campagna M’Illumino di meno 2020

Sorgente Natura

Pasta: come scegliere la migliore (non solo di grano duro)

Roma Motodays
Seguici su Instagram
seguici su Facebook