Bioedilizia: a Dubai la prima moschea ecosostenibile del mondo

moschea green

Anche i luoghi di culto si votano alla “green culture”. Verrà realizzata a Dubai la prima moschea ecosostenibile al mondo. Lo ha annunciato l’Awqaf and Minors Affairs Foundation (AMAF), spiegando che l’utilizzo di tecnologie di bioedilizia ridurrà dal 15 al 18% il consumo di energia e di acqua da parte della più grande moschea mai realizzata, con i suoi 45.000 metri di edificio e una superficie di 105.000 metri quadrati di terreno.

L’ambizioso progetto, che costerà 6.8 milioni di dollari, sarà completato già nel 2013, secondo quanto riferito in una nota Dubai, al fine di poter ospitare il prima possibile ben 3.500 fedeli contemporaneamente. La moschea sarà caratterizzata da ampi spazi verdi e giardini sul tetto per l’isolamento termico. Oltre a pannelli solari per riscaldare l’acqua e la casa dell’Imam, la struttura ospiterà impianti di riciclo per il trattamento delle acque reflue, mentre un sistema computerizzato verificherà l’efficienza di tutto il materiale elettrico. Anche gli sprechi saranno ridotti al minimo, come per l’acqua utilizzata nelle abluzioni che verrà riutilizzata per i servizi igienici e per l’irrigazione dei prati.

Largo spazio, ovviamente, all’utilizzo di materiali eco-compatibili. La facciata principale, ad esempio, avrà un rivestimento speciale che la manterrà fresca in estate. La moschea sarà posizionata in modo da sfruttare al massimo la luce naturale, riducendo così il consumo di energia elettrica. “Nella costruzione della moschea, l’amianto e il polistirolo sono stati banditi“, precisa la nota. Previste, infine, anche ventole di aspirazione e un termostato programmato ed automatico.

La costruzione della moschea è in linea con la visione degli Emirati Arabi Uniti di una conservazione delle risorse naturali, unitamente alla tutela dell’ambiente e all’adozione di pratiche green –ha detto Tayeb Abdulrahman Al Rais, segretario generale dell’AMAF- . Rispondere all’appello mondiale per la conservazione dell’energia è ormai fondamentale e bisogna assumersi la responsabilità nella creazione di edifici che rispettano l’ambiente. Il progetto della moschea è conforme alle migliori pratiche di corporate governance, essendo trasparente e avendo ottenuto la convalida di Awqaf, governo e istituzioni private“.

Roberta Ragni

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