Edilizia: la casa di bambu

casa in bambu

Francisco Gallo Mejia, ricercatore-architetto spagnolo dell’Università dei Paesi Baschi (S.Sebastian – Spagna), ha vinto il bando della Fondazione Altran per l’Innovazione con un’idea dal titolo “Composti a base di bambu per abitazioni sostenibili“.

Le case dello studio, pensate per costruzioni in aree tropicali, sono costruite con un bio-composto basato sul bambu guadua, un materiale che riduce sia il consumo di energia, che di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo.

Lo studio ha vinto grazie alle sue implicazioni:

tecniche, la fibra di bambu è un materiale solido ed economico

sociali ed economiche, il progetto è pienamente calato nell’ambiente di riferimento

ambientali, il bambu consente di preservare il suolo e, ancora più importante, di catturare CO2.

Il bio-composto dello studio, immagazzina il carbonio assorbito dal bambu, e richiede, per la sua fabbricazione, poche risorse, energia, acqua e altri materiali (legno, mattoni, metallo, ecc.). Inoltre, la sua produzione richiede macchine più piccole e trasporti ravvicinati, dato che le piantagioni si trovano vicino all’utilizzatore finale. Il progetto verrà quindi accompagnato nella sua realizzazione dalla Fondazione con uno stanziamento.

Un po’ d’Italia, grazie al premio riconosciuto al progetto di Siglinda Perhatoner, dell’Università di Messina, su uno strumento foto-elettro-catalitico, che consentirebbe di riconvertire la CO2 in combustibile, utilizzando pannelli solari e acqua. Le possibili applicazioni varrebbero il Nobel.

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