La casa con le pareti di mais

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La casa con pareti di mais. I professionisti del St. André-Lang si sono ispirati alle forme degli essiccatoi per mais che si trovano in Alsazia per creare questo originale prototipo di abitazione, in cui hanno incorporato pannocchie di mais che permettono alla facciata di fondersi completamente con l’ambiente circostante.

Costruito in legno grezzo e sviluppato attorno a un lucernaio centrale, “Tourner autour du Ried”, questo il nome del progetto, è stato pensato in modo da massimizzare la luce naturale del sole, con lo spazio interno organizzato attorno a un patio e la sua caratteristica forma circolare. Gli arredi interni sono costituiti da un banco che avvolge tutto il perimetro della casa, che ha il lato nord più basso e l’estremità a sud più alta, proprio per “aprirsi” ogni mattina verso un nuovo giorno.

Quanto detto fino a ora non è, tuttavia, l’aspetto più sorprendente del prototipo. Straordinario è, infatti, anche il costo di realizzazione di appena 7.000 euro. Tanto basta per poter vivere l’esperienza magica di trovarsi in una struttura, della misura di 20 metri quadrati, che abbraccia dolcemente una natura bucolica, come quella del paesino di Muttersholtz, nel dipartimento del Basso Reno del nord-est della Francia. La casa, inoltre, può essere aperta o chiusa a seconda della stagione, permettendo alle piante e all’erba di penetrare all’interno. Anche per questo “Tourner autour du Ried” ha vinto il festival dell’architettura <Archi 20 .

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Ovunque si può godere di una vista panoramica sul paesaggio circostante. Dall’ingresso e dalla camera da letto, posizionati a nord della struttura, la sezione meno illuminata. Dalla parte orientale, che ospita uno studio. O, ancora, dall’area “sociale”, designata a sud, dove il tetto si apre gradualmente verso l’alto.

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Originalissime, infine, le pannocchie di mais utilizzate per l’isolamento della facciata, che si presume possa essere svuotata e ricaricata una volta che il mais si sia opportunamente essiccato. I più pignoli potrebbero far notare che le pannocchie, usate in questo modo, non funzionano al meglio come isolante, ma di certo il fatto che il loro colore cambi con il variare delle stagioni, mimetizzando il padiglione con il paesaggio, resta un fatto straordinario.

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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