Bunker nazista diventerà il più grande impianto solare su tetto d’Europa

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Un bunker nazista del distretto di Wilhelmsburg, ad Amburgo, verrà trasformato nel più grande impianto solare su tetto d’Europa. Gli orrori del passato diventano energia per il futuro. E quello che a prima vista sembra un Lego gigante, un po’ malconcio e dismesso si appresta a diventare la prima centrale elettrica ad energia solare.

Progettato dall’architetto Friedrich Tamms nel lontano 1942, l’edificio riuscì a resistere ai ripetuti attacchi, a quello inglese del 1947. Hitler aveva ordinato la costruzione di questi edifici dopo un raid da parte della Royal Air Force su Berlino. Esistono ben otto complessi simili, di cui tre a Berlino, tre a Vienna e due ad Amburgo. Le torri erano in grado di resistere anche a 8000 colpi al minuto. Un vero e proprio fortino, le cui caratteristiche però potranno essere piegate al servizio dell’ambiente.

Come? Numerose saranno le forme con cui l’edificio produrrà energia grazie al sole. Le nove strutture, un tempo torri antiproiettile, ospiteranno ciascuna un sistema fotovoltaico sul tetto da 110 kWh e un’unità solare-termica da 0,6 Gwh. La struttura ospiterà anche un impianto a cogenerazione che produrrà fino a 10,5 GWh di calore e un impianto di biometano da 3,7 GWh alimentato dal vicino impianto industriale. Il calore residuo sarà poi immagazzinato.

nazi-bunker

Quando? Entro il 2013, tali impianti dovrebbero essere pronti. Ma non si tratterà “solo” di una grande centrale elettrica e solare. L’edificio avrà anche un’altra destinazione d’uso, coniugando la sua funzione con quella sociale. Sarà anche la sede di un’area ristoro, con tanto di caffè, terrazza panoramica e un museo. Le strutture esterne, che verranno conservate, forniranno riparo ad massimo di 30mila persone, senza considerare lo spazio interno, in parte utilizzato precedentemente come ospedale.

Il re-tooling del bunker ossia la sua ridefinizione in questi termini sarà gestita dalla IBA Hamburg GmbH.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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