Tram_vaubanUn quartiere senza auto, dove il traffico non esiste e il tram viene a prenderti sotto casa. No, non è un sogno. Basta andare a Friburgo, una ridente cittadina di 200 mila abitanti situata al confine tra Svizzera e Germania. Qui, nel 1994 ha preso campo un'iniziativa destinata alla realizzazione di un distretto sostenibile, il quartiere Vauban, abitato secondo questi criteri dal 1998.

 

 

Sede fino al 1992 da una caserma francese, da cui ha ripreso il nome, l'area fino al 1996 è stata occupata da un accampamento di nomadi, da una cucina per persone senza tetto, da alloggi dell'Esercito della Salvezza e da un centro autonomo giovanile. Ma allora, grazie alla costituzione di un apposito Forum, destinato al recupero e alla riqualificazione dell'area, nacque l'idea di realizzare un quartiere residenziale ecologico modello.

Ma come rinunciare all'auto? Come muoversi e spostarsi comodamente? Se dei 5 mila abitanti, 3.850 hanno scelto di non averne bisogno, evidentemente non ce n'è necessità. Lo schema planimetrico del quartiere, infatti, è stato realizzato intersecando abitazioni, negozi e mezzi pubblici, eliminando del tutto la necessità di spostarsi in auto per sbrigare le commissioni quotidiane. Il distretto è organizzato in modo "sensibile agli spostamenti": grazie alla sua conformazione lunga e stretta è attraversato da una linea di tram che si avvicina ad ogni abitazione. La strada principale, percorsa da questo tram, porta fino a Friburgo ed è l'unica ad essere aperta al traffico.

Pianta_Vauban

Per fare la spesa gli abitanti di Vauban utilizzano un carrellino trascinandolo a piedi, visti i brevi tragitti, oppure attaccandolo alla bici. Per chi vuol muoversi all'interno del distretto o per raggiungere Friburgo è diponibile un'ottima rete di mezzi pubblici, come la nuova linea di tram, che attraversa interamente l'area.

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E per andare in vacanza? Diffusissima è l'abitudine ad avere un'auto in comune coi vicini di casa, oltre al treno o al club di car-sharing. Niente più liti per il parcheggio sotto casa insomma. L'auto non è bene accetta a Vauban e il possesso di certo non ne è facilitato, anzi. Non esistono box privati ed è vietato parcheggiare sia su proprietà privata che in strada. Così, chi proprio non sa rinunciare alla macchina, è costretto a lasciarla in uno dei due parcheggi comunali situati a mezzo chilometro dalle abitazioni.

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Ma non è tutto qui. Alla realizzazione di un progetto così vicino alle reali esigenze di vita dei suoi abitanti, hanno contribuito gli stessi concittadini che, dal 1995 grazie al Forum hanno partecipato attivamente al processo progettuale e realizzativo di Vauban. Da qui nasce il concetto di quartiere socio-ecologico, destinato a far breccia anche nella motorizzata America. In California, infatti, è in programma un progetto ispirato a Vauban nei sobborghi di Oakland.

Via lo smog, via l'auto e spazio alle passeggiate salutari nel verde della città in compagnia dei famigerati vicini di casa.

Francesca Mancuso

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