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Pannelli fotovoltaici installati su 6 strutture a forma di pino: è questa la proposta di GommaDesign per il concorso PONTe'PIGNETO, indetto per riprogettare e riqualificare il ponte pedonale che attraversa il vallo ferroviario lungo via Circonvallazione Casilina, nel famoso quartiere del Pigneto a Roma, conosciuto attualmente soprattutto per la movida notturna e per la multietnicità.

Il Ponte del Pigneto, l'unico punto di connessione tra due aree del quartiere e passaggio obbligato per i flussi pedonali e ciclabili, dovrebbe assumere secondo In/Arch, Lab(e)s ed Officina Fortebraccio, promotori del concorso, un ruolo di centralità per la zona e diventare un elemento simbolo del quartiere. Il tutto all’insegna dell’autosufficienza energetica, della sostenibilità ambientale e dell’elasticità, cioè attraverso opere pubbliche che abbiano la capacità di adattarsi ai cambiamenti di territori urbani in continua trasformazione.

[email protected], questo il nome del progetto di Gomma Design, è tutto questo: energie rinnovabili, efficienza, elasticità e adattamento, ma anche attenzione ai simboli del quartiere e alla natura. Proprio nell’ottica di creare un forte riferimento simbolico all’identità del quartiere e di inserire l’opera in continuità con l’immaginario socio-storico degli abitanti, si inserisce la scelta di ideare queste particolari strutture, ispirate ai tanti pini marittimi che popolano il quartiere, da cui esso prende il nome. Prevista anche un'area di parcheggio per biciclette, per fare della piazza-giardino un punto di partenza e di arrivo per piste ciclabili, e l’applicazione di suggestive luci a LED per illuminare gli “alberi” di notte, rivolte sia verso il basso per creare suggestivi effetti.

Oltre al grande impatto visivo, all’originale design e alla capacità di creare energia pulita, la struttura dimostra “come la natura possa essere l’ispirazione migliore per lo sviluppo di modelli di soluzioni eco e socio sostenibili”, dichiarano gli architetti autori del progetto.

Lo scopo è quello di creare uno spazio intimo e privato, dove gli incontri e gli scambi sociali possano essere facilmente coltivati. Per questo l’area progettata si ispira, più che a una piazza urbana, ad un giardino, dove i cittadini possono ristorarsi all’ombra dei pini…fotovoltaici!

Roberta Ragni

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