case_di_legno

La realizzazione di un progetto bioecologico ha come fine principale il risparmio energetico, ma non solo. Uno dei motivi principali della diffusione delle metodologie costruttive “bio” è dovuto alla scelta di tecniche edificatorie e di materiali che non necessitano di manutenzioni a medio-lungo termine e che favoriscono il risparmio sulle spese dovute ai consumi in genere. Questa sola finalità porta di per sé a una serie di risparmi, su vari livelli temporali, con i relativi ammortamenti dei costi di produzione. Questa premessa è fondamentale per capire e valutare le oscillazioni dei costi di costruzione di una casa prefabbricata “bio” rispetto alle spese di realizzazione di un edificio realizzato secondo i principi dell'edilizia industrializzata o tradizionale.

Le più recenti tecnologie hanno sviluppato tecniche di lavorazione del legname tali da favorirne un uso integrale in edilizia. Lo si è visto nelle case prefabbricate realizzate per il terremoto di L'Aquila, in luoghi quindi ad alta sismicità. In modo articolare l'integrazione del legno con le strutture in acciaio favorisce la velocità di costruzione e di montaggio, abbassando considerevolmente, in termini di costo e durata, i tempi di realizzazione di un edificio. Inoltre, paragonando il prezzo dei materiali in una struttura di cemento armato con solai in laterocemento, si ha un risparmio tangibile e variabile, dovuto anche all'oscillazione del costo delle materie prime. Le spese di manutenzione di una struttura in acciaio e legno sono basse (la voce più importante è la verniciatura delle parti esposte) , mentre la durata è superiore nel tempo.

Per quanto riguarda gli impianti le differenze di spesa fra le soluzioni impiantistiche tradizionali e bio sono una voce consistente nella realizzazione di un edificio. Nel conteggio economico però vanno considerati anche i benefici o i finanziamenti cui si può accedere e che contribuiscono a ridurre i costi generali. Un impianto idrotermosanitario formato da caldaia a condensazione con riscaldamento a pavimento e se possibile con pannelli solari termici per il riscaldamento dell'acqua può arrivare a costare circa il 10-15% in più rispetto a un impianto normale.

L'impianto elettrico è un altro capitolo di spesa molto importante. Tecnologia ed elettronica hanno messo a disposizione soluzioni idonee per realizzare impianti a emissione zero di onde elettromagnetiche e a basso consumo energetico, quindi a bassa tensione. Un impianto del genere, sempre valutando il rapporto tra dimensioni dell'edificio e incidenza elettronica, può costare il 12-18% in più rispetto a uno tradizionale. Tuttavia considerando il risparmio energetico considerevole che comportano impianti di questo tipo, questa percentuale di spesa in eccesso viene però ammortizzata rapidamente.

Tirando le somme possiamo affermare che si può arrivare alla realizzazione di un nuovo edificio “bio” con differenze di prezzo accettabili rispetto ad una costruzione tradizionale. Sovraccosti che si riducono ancora di più sommando tutte le “macrovoci”. In conclusione si può affermare che un bioedificio di media volumetria dovrebbe costare dal 5 all'8% in più rispetto agli edifici tradizionali.

Mario Caruso

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