green_House

Tempi di crisi. Tempi di precariato feroce. Ma non tutti i mali vengono per nuocere e così la necessità forzata di risparmiare sui costi a volta può significare anche risparmiare la Terra da qualche nostro spreco. Il bio-architetto Luigi Izzo, durante una conferenza tenutasi ad Ecopolis alla Fiera di Roma, ha illustrato ad un pubblico giovane e sbigottito quanti “trucchi” esistono per rendere l’abitazione più sana ma anche più economica.

Come se giocassimo coi Lego si parte proprio dalle quattro mura. In pochi sanno che è possibile rivestire le pareti di sughero con costi che sono assolutamente simili a quelli dei materiali tradizionali ma con ben due vantaggi. Innanzitutto si tratta di mura naturali che respirano meglio e su cui, per natura stesso del sughero, è possibile intervenire con una facilità estrema. Pensate solo alla possibilità di aggiungere una presa elettrica in una stanza senza far altro che tagliare via il rettangolo necessario. C’è poi da considerare che non va aggiunto ai lavori il costo dell’intonaco che, a conti fatti, può essere davvero una bella cifra risparmiata.

Risolto il fattore mura c’è poi il vero tasto dolente tra le nostre bollette. Stiamo parlando del riscaldamento. Chi naviga tra i venti e i trent’anni probabilmente vive in un monolocale con stufetta ma basta aggiungere al loculo un’altra stanza, o addirittura due, e i soldi spesi per mese diventano davvero troppi. Il bio-architetto ci invita a considerare il riscaldamento per irraggiamento. Contrariamente a quello ad aria, che cioè riscalda tutto l’ambiente, funziona a raggi infrarossi e si concentra su obbiettivi precisi tagliando sprechi di energia. Un esempio? Un cliente del relatore vive in pieno inverno in maniche corte con una temperatura nella stanza di undici gradi. Questo perché i raggi partono dai battiscopa e agiscono sui primi due metri del locale, donando tepore ai suoi abitanti senza toccare la parte più alta non vissuta che rimane con temperature invernali. Risparmio energetico che fa sorridere il nostro pianeta e risparmio monetario che fa sorridere noi.

Anche nella scelta dei pavimenti si possono raggiungere contemporaneamente questi due risultati. Il linoleum, per esempio, è un materiale molto economico che ha il grande vantaggio di essere autocicratizzante. Se si riga o si taglia si riassesta in modo da riassorbire il trauma. Manutenzione risparmiata e pollice verde all’insù: infatti è formato soltanto da elementi naturali come olio di lino, polvere di sughero e cera in superficie.

L’acqua forse è un problema più sentito nel sud Italia e nelle isole ma ha pur sempre un costo e tutti dovrebbero risparmiarne il più possibile. L’acqua calda di una doccia può essere riutilizzata se si costruisce l’impianto idrico in modo che, dopo l’utilizzo, finiscano nello scarico del water. Prima ci si lava e poi si usa il tutto per tirare lo sciacquone. Considerando la frequenza, speriamo, giornaliera di una doccia il consumo d’acqua diminuisce di molto.

Luigi Izzo non lesina consigli neanche a chi è così fortunato da avere un giardino. Esiste la possibilità di acquistare una macchina in cui gettare rifiuti organici (tipo bucce della frutta, ossi di pollo, ecc.) che vengono digeriti e rigenerati come compost. In pratica dalla vostra spazzatura usciranno balle di concime molto fertile che farà benissimo al vostro prato. E se state ancora contando le monete spese per compare il suddetto macchinario tranquillizzatevi: il compost in eccesso si può vendere ad un buon prezzo.

Noi di GreenMe abbiamo avvicinato il bio-architetto per chiedergli un paio di curiosità.

Sembra che l’eco-casa sia strettamente collegata ai precari sempre più bisognosi di risparmiare i pochi soldi che prendono per i loro lavori. È qualcosa che funziona solo in fase di progettazione di un’abitazione o può avere senso anche intervenendo su case già esistenti?

Ammetto che la bio-archetittura nasce per agire sulla progettazione da zero, dove può garantire costi più bassi di quella tradizionale. Intervenire su di una casa già esistente, però, può essere lo stesso un risparmio perché i costi dei lavori saranno coperti nel tempo dai soldi non spesi nelle bollette varie e perché l’immobile aumenta inevitabilmente di valore. Posso anticipare che stiamo lavorando con i grandi costruttori per convincerli a realizzare da subito case con alta eco-qualità e costi bassi.

Tra i vari accorgimenti che ha consigliato quale dovrebbe essere la priorità di ognuno di noi?

Non c’è una strada precisa ma un filosofia ben strutturata. Io cerco sempre di spingere tutti ad intervenire sul risparmio energetico della propria abitazione. Piuttosto che produrre nuova energia ha più senso ambientalista ed è più economico conservare quella che si ha. Dobbiamo iniziare a vedere la casa come ad un thermos che mantiene “calda” la nostra energia. Ogni intervento in tal senso è saggio.

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Le dritte del bio-architetto Luigi Izzo sono già realtà. A Monaco esiste una casa che sembra esserne quasi la vetrina. In Parissesrtrasse, in pieno centro della città, c’è una creazione di cui l’architetto Per Krusche va molto fiero. Si tratta di un’eco-casa perfettamente funzionante. Ha l’impianto idraulico che riutilizza l’acqua delle docce per i water e una stanza sotterranea dove i rifiuti organici vengono trasformati in compost. I riscaldamenti sono ad irraggiamento attraverso i battiscopa e c’è una bellissima veranda in giardino la cui tettoia è ricoperta da piante che d’estate fioriscono e fungono da tenda parasole e d’inverno muoiono lasciando passare la luce. Il calore in eccesso viene spinto verso uno scambiatore che lo riutilizza per produrre energia elettrica. Durante i lavori ci sono stati molti problemi con le autorità locali ma, adesso che è funzionante, è diventata una meta turistica per tutti gli amanti dell’ambiente.

Non ci resta che danzare con la nostra amata Terra sulle vecchie bollette logore.

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