I 10 fari della Sardegna da adottare e recuperare

faro Sardegna

Dormire in un faro, cullati dal suggestivo fascino dell'ambiente marino, dal rumore delle onde. Un'atmosfera da favola che presto in Sardegna potrà diventare realtà. La Regione infatti intende valorizzare i vecchi fari, alcuni ormai fatiscenti, mettendoli a disposizione di chi ha la possibilità di recuperarli e farli tornare a nuova vita, nel pieno rispetto dell'ambiente.

Un'idea nata da tempo, sui cui le autorità sarde lavorano alacremente. Presto saranno resi noti i bandi per adottare 10 splendidi fari sardi, che per 50 anni saranno dati in affitto a privati, con le possibilità economiche di recuperarli e regalarli al loro antico splendore.

Il progetto Orizzonte fari fa parte del più ampio “Progetto di valorizzazione del patrimonio marittimo-costiero”.

La Regione possiede beni di grande valore: vogliamo metterli in grado di creare reddito e occupazione. Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di vederli trasformati spesso in ruderi abbandonati” ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru.

fari sardegna piccola

Ecco i fari che si potranno adottare e di cui a breve dovrebbero essere resi noti i bandi:

  1. vecchio faro di Razzoli (La Maddalena);
  2. faro di Punta Filetto - Isola di Santa Maria (La Maddalena);
  3. ex stazione di vedetta di Marginetto (La Maddalena);
  4. ex faro di Capo d’Orso (Palau);
  5. ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco);
  6. ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena);
  7. ex stazione di vedetta di Capo Fìgari (Golfo Aranci);
  8. ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa Gallura);
  9. ex stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell'Asinara);
  10. faro di Capo Comino (Siniscola), ancora in capo allo Stato.

I fari e le stazioni semaforiche messi a disposizione si trovano tutti in promontori o piccole isole, in zone dichiarate di pubblico interesse, a volte anche all’interno di Parchi e riserve nazionali o regionali oppure di aree marine protette e di siti di interesse comunitario. Essendo di proprietà pubblica sono soggetti a vincolo storico-culturale.

fari mappa

Non sono mancate infatti le polemiche e i timori per l'ambiente ma dal canto sua la Regione ha risposto:

“Questa iniziativa è perfettamente in linea con le nostre politiche ambientali. Naturalmente i bandi selezioneranno progetti vincenti, cioè rispettosi di tutti i principi della sostenibilità sia nel restauro che nella fruizione delle aree. Negli atti di concessione dovranno infatti essere contemplati impatti ambientali minimizzati, compresa la gestione dei rifiuti, e dovranno essere definiti alti standard di qualità ambientale per la fruizione dei beni resi accessibili, specialmente in quelli situati nei parchi nazionali e nelle aree marine protette” ha aggiunto l'assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano.

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Francesca Mancuso

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