Casa_passiva
In un periodo nel quale si fa un gran parlare di risparmio energetico, un po' in tutti i settori della vità quotidiana e di ecosostenibilità anche in campo edilizio, stanno nascendo numerose sperimentazioni (e non solo) in merito.

A questo proposito a Perugia, più specificatamente nella zona periferica del colle della Trinità, area boscosa a circa 8 km dal centro cittadino al confine con il comune di Corciano, meta di passeggiate a contatto con la natura, e che già da diversi anni ha attratto numerosi cittadini che vogliono evadere dal caos del centro, è in via di progettazione la cosiddetta casa passiva.

L'idea di casa passiva è nata in Svezia ed in Germania per diffondersi successivamente nel nord Europa, in Italia ne esistono alcune al nord (soprattutto in Alto Adige, ma anche in provincia di Forlì, Verona e Vicenza), poche al centro e ancora meno al sud.

immagineL'idea unica del suo genere nel nostro paese ad essere certificata secondo lo standard internazionale Phi, portata avanti dall'architetto perugino Francesco Masciarelli, prevede di ridurre l'impatto ambientale, e garantisce di abbassare fino a 15-20 volte i consumi energetici rispetto ad una abitazione tradizionale.

Per ottenere il risparmio energetico di cui sopra, intanto è previsto il mantenimento di una temperatura interna costante nell'arco della giornata ed una qualità dell'aria ottimale grazie al continuo ricambio d'aria, naturalmente è d'obbligo l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, in maniera tale che il tutto sia a zero emissioni di CO2 ( utilizzo di pannelli fotovoltaici).

Inoltre il risparmio energetico è ottenuto grazie a pareti, copertura e solaio contro terra e da serramenti vetrati, chiaramente utilizzando materiali dalle elevate capacità di isolamento termico (soprattutto per le vetrate).

Da tenere in considerazione è la giacitura delle finestre che nelle case passive è sempre verticale, le superfici vetrate più grandi sono esposte a sud e vanno considerati gli orientamenti ad est ed ovest per evitare l'eccessivo irraggiamento solare estivo. Inoltre fondamentale è la distribuzione degli ambienti interni e degli ombreggiamenti per la schermatura in estate dei vetri.

In ogni caso non sono importanti tanto i materiali utilizzati (legno, fibra di legno o materiali riciclabili) quanto i dettagli di assemblaggio. Come già ricordato, il progetto è molto vicino all'ambiente ed alla sua salvaguardia, avendo consumi estremamente ridotti (meno di 1,5 litri di gasolio per m2 all'anno richiesti a fronte di appena uno consumato)

Importante come detto è il ricambio dell'aria, tale modello costruttivo si basa sul concetto di ventilazione meccanica controllata, che permette un ricambio dell'aria nell'arco dell'intera giornata a temperatura controllata e costante, senza mai aprire le finestre, ma delle macchine apposite evitano il consumo di energia nell'ricambio dell'aria, innalzandone la qualità rispetto ad una abitazione standard, nulla è anche la presenza degli "spifferi"che porterebbero ad una elevata dispersione di energia

La casa è stata sottoposta al blower door test, per controllarne quanta aria ed energia si disperdano attraverso spifferi e imperfezioni costruttive in un ora, superato in maniera convincente

Una casa passiva e nello specifico gli impianti di ventilazione non richiedono elevati costi di manutenzione, eccezion fatta per la sostituzione dei filtri degli impianti di condizionamento. Addirittura nel caso in cui qualcuno degli occupanti della casa soffra di allergie, possono essere applicati dei filtri speciali (che in presenza di pollini li attraggono e che svolgono una doppia funzione, in quanto proteggono anche dall'inquinamento.

I costi delle case passive in Italia non sono molto elevati soprattutto (5-8% in più) se confrontati con gli altri paesi europei, a seconda comunque della tipologia edilizia, e comunque le eventuali spese di acquisto vengono ripagate risparmiando notevolmente in bolletta su riscaldamento ed energia elettrica.

La tipologia di casa passiva è applicabile anche ai condomini ed a strutture pubbliche (per esempio le scuole), allo studio vi sono progetti di recupero di strutture esistenti da trasformare in passive. Esempi di utilizzi alternativi a quelli abitativi hanno riguardato edifici pubblici, e tra questi una scuola nel comune di Laion in Alto Adige, ed uffici ubicati nei comuni di Legnago (VR), Vipiteno, Malles (BZ) e Santa Croce sull'Arno (PI). Inoltre tale tecnologia è stata applicata a strutture preesistenti a Bolzano, a Ovoledo (PN) ed a Coltano (PI).

Riteniamo estreamente interessante il progetto che l'architetto Masciarelli sta portando avanti, nella speranza che le nuove costruzioni abitative utilizzino tale tecnica, in modo tale di contribuire, partendo dal bene più importante (la casa) alla salvaguardia ambientale e alla riduzione dei consumi.

Naturalmente ci auspichiamo che ciò possa essere adottato come già detto, anche per edifici pubblici, possibilmente coinvolgendo tutto il nostro paese e non concentrandosi solo al nord.

Domenico Aloia

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