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I tre porcellini avevano torto. Alla fine a crollare non sono state le case di paglia. Un balcone di una palazzina prefabbricata delle "new town" realizzate dal governo Berlusconi dopo il terremoto del 6 aprile 2009 a L'Aquila si è staccato ed è caduto rovinosamente su quello di sotto.

All'insediamento del progetto case di Cese di Preturo oggi si è sfiorata la tragedia. Per fortuna non ci sono stati feriti e non c'era nessuno sui due balconi al momento del crollo. Sul posto sono intervenuti i vigili del Fuoco e l'edificio è stato dichiarato inagibile, mentre sono stati disposti una perizia per chiarire l'accaduto e ulteriori controlli anche su quello a fianco.

Il sindaco, Massimo Cialente, come spiega Il Centro, ha detto che ora sarà necessario verificare se c'è "un problema strutturale" e ha rimarcato le difficoltà nel reperire le risorse per la manutenzione degli alloggi antisismici.

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In effetti, le castte delle new town post terremoto hanno pesentato sin da subito problemi strutturali rilevanti, dalle infiltrazioni ai cedimenti di intonaco. E, come se questo non bastasse, le termografie (fotografie a infrarossi delle pareti) realizzate dai tecnici di Legambiente nell'ambito della campagna sull'efficienza energetica degli edifici 'Tutti in classe A', su tutte e 16 le tipologie di edifici costruiti nell'ambito del Progetto C.A.S.E. distribuiti nelle 19 aree di intervento, avevano rilevato in sette tipologie di edifici diverse, criticità rilevanti nella tenuta termica delle superfici opache esterne.

Intanto, a pochi chilometri da questi insediamenti, realizzati attraverso un finanziamento dell'Ue di circa 500 milioni di euro, resiste, invece, l'Eco Villaggio Autocostruito di Pescomaggiore, località situata all'interno del cratere sismico aquilano nel momento in cui il violento terremoto del 6 aprile 2009 colpì il capoluogo abruzzese.

Qui la realizzazione di case di paglia si è rivelata una vera e propria ancora di salvezza. Nelle casette eco-sostenibili, diventate il fulcro di una comunità nata per caso a seguito di un evento terribile, hanno trovato un caldo e accogliente conforto i terremotati, che hanno dovuto ricominciare la propria esistenza da capo, ma con la possibilità, in questo caso, di partecipare attivamente alla ricostruzione. Dimostrando che la fiaba dei Tre porcellini andrebbe riscritta, almeno nella sua parte relativa alle case di paglia.

Roberta Ragni

Foto di Raniero Pizzi

Fonte e foto Il Centro

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