PlasticRoad: a Rotterdam la prima strada costruita con la plastica raccolta negli oceani

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È sempre più vicino il sogno di realizzare delle strade riciclando la plastica recuperata dagli oceani, un progetto che potrebbe partire già alla fine dell’anno e in un colpo rispetterebbe le esigenze di sicurezza e l’ambiente.

A Rotterdam, nel Paesi Bassi se ne parla già da qualche anno, ma adesso sembra che partner e investitori vogliano investire nella realizzazione di un asfalto stradale di materiale plastico riciclato, che sarebbe in grado di aumentare la sicurezza (niente voragini ad esempio) e prolungare anche i livelli di intervalli di manutenzione.

L’idea è della società olandese VolkerWessels che tra l’altro sostiene il progetto ‘The Ocean CleanUp’ di Boyan Slat che ha creato un sistema per eliminare le microplastiche dagli oceani, diventando ufficialmente il primo di pulizia globale che può raccogliere fino a 7.250.000 tonnellate di rifiuti in soli 5 anni ed è quindi è il fornitore ufficiale per la realizzazione delle nuove strade.

Secondo i test di KWS Infra, la copertura sarebbe in grado di resistere senza problemi a temperature fra i -40 e i +80 °C e veniamo all’ambiente: parola d’ordine riciclo e pulizia dei nostri oceani che sono letteralmente invasi dalla plastica. Sperando che prima o poi il buonsenso prevalga, nel frattempo si cercano soluzioni per il recupero dei materiali in mare.

strada di plastica2

La PlasticRoad, questo il nome della futura strada è meno costosa in termini di emissioni di Co2 rispetto al comune asfalto, è più leggera e quindi riduce i tempi di posa. Sappiamo che l’asfalto rilascia nell’atmosfera circa circa 27 kg di Co2 per ogni tonnellata prodotta, trattiene il calore e contribuisce quindi al fenomeno dell’isola di calore, ovvero l’aumento delle temperature nelle aree urbanizzate.

strada di plastica

Il progetto per la prima volta è stato lanciato nel 2015 con l’obiettivo di realizzare una copertura stradale composta al 100% di plastica riciclata. I vantaggi oltre quelli già citati sono tanti, pensiamo ad esempio che le strutture modulari sono già dotate dello spazio necessario per il passaggio di cavi e tubazioni e per lo scorrimento dell’acqua piovana e quindi possono essere prefabbricate direttamente in fabbrica e trasportate sul luogo di posa, riducendo i tempi di cantiere.

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Secondo quanto stimato non dovrebbero volerci più di 3 settimane per montare il sistema. Insomma una bella svolta green che speriamo arrivi presto anche in Italia.

Dominella Trunfio

Foto: Youtube

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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