Credits: Jan de Groen/imperial College London

Mentre in Italia i ponti cadono, ad Amsterdam inaugurato il primo ponte stampato completamente in 3D

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I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno impiegato quattro anni di lavoro per realizzare questo splendido ponte su uno dei canali di Amsterdam – utilizzando una stampante 3D. Ora ne misurano la performance, la resistenza e la capacità di sopportare il peso del traffico pedonale.

Si tratta di una struttura lunga ben 12 metri, sviluppata dagli ingegneri dell’Imperial College di Londra, creata da arti robotici utilizzando la saldatura per mettere insieme i vari pezzi del ponte. La costruzione del ponte ha richiesto 4 anni di lavoro.

È una struttura larga e robusta abbastanza per sostenere il traffico pedonale. Una cosa del genere non era mai stata stampata finora con una stampante 3D – afferma il professor Leroy Gardner, coinvolto nel progetto. – Abbiamo testato e simulato la struttura e le sue component durante il processo di ‘stampa’ e anche dopo il completamento della struttura.

Il ponte sarà utilizzato dai pedoni come attraversamento del canale Oudezijds Achterburgwal ad Amsterdam, in Olanda. La sua resistenza verrò regolarmente monitorata dai ricercatori dell’Imperial College che lo hanno realizzato attraverso una rete di sensori in varie parti del ponte. Le informazioni raccolte da questi sensori saranno disponibili inoltre per studi successivi. I ricercatori inseriranno le informazioni comunicate dai sensori in un ‘gemello’ digitale del ponte, una sua versione computerizzata che imiterà in ogni reazione il ponte vero e permetterà di fare previsioni sul comportamento futuro del ponte stampato in 3D.

Per oltre quattro anni abbiamo lavorato al ponte in scala ridotta, studiando una microstruttura e compiendo test su di essa – spiega Craig Buchnan, fra i partecipanti al progetto. – Questo lavoro è continuato poi durante il processo di costruzione del ponte vero, nel laboratorio di Amsterdam.

ponte amsterdam

il ponte Queen Maxima (Credits: Jan de Groen/imperial College London)

La tecnologia delle stampanti 3D sta compiendo passi da gigante in tempi rapidissimi e sta iniziando ad essere utilizzata negli ambiti più disparati – dalla medicina, con la realizzazione artificiale di organi e tessuti, alla ricerca di materiali innovativi e green: realizzato in Germania il primo complesso residenziale con palazzine interamente ‘stampate’ in 3D; nel contrasto al Coronavirus, invece, questa tecnologia si è rivelata vitale per la tempestiva realizzazione di maschere per ossigeno e parti di ventilatori.

Fonte: Imperial College London

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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