Bel-Air, la mini-serra domestica che depura l’aria

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La fantasia e la creatività umane non hanno limiti. Pensate ad esempio a questo curioso oggetto, di cui risulta difficile cogliere immediatamente la funzione: si potrebbe confondere con un elemento di design, una sorta di navicella spaziale casalinga per soddisfare arredatori e clienti originali e un po’ esigenti. E invece siamo di fronte ad una creazione pensata appositamente per migliorare la qualità della nostra vita. O meglio, ad essere precisi, per purificare l’aria dei nostri ambienti domestici.

Bel-Air è opera del designer e architetto francese Mathieu Lehanneur, in collaborazione con David Edwards, dell’Università di Harvard. Si tratta di una “scatola” in alluminio e Pyrex (e cioè, vetro borosilicato), di circa 50 cm di altezza, contenente piante selezionate sulla base della loro capacità di agire come filtri e di assorbire gas tossici, come la gerbera o il filodendro. Una specie di mini-serra domestica che permette, grazie alle foglie e alle radici della pianta, di purificare l’aria dagli elementi nocivi. Come accade con le lampade depurambiente, il funzionamento di Bel-Air è analogo a quello di un aspirapolvere: attrae le particelle tossiche da cui siamo quotidianamente circondati e di cui non ci accorgiamo neppure (come i componenti volatili rilasciati dai mobili e dalle suppellettili che arredano le nostre case) e, di conseguenza, rende l’aria dei nostri interni più respirabile e sana.

Mathieu Lehanneur ha dichiarato di aver concepito l’idea di un depuratore d’aria dopo essere venuto a conoscenza di una ricerca della NASA. Stando all’esito di tale ricerca, i tessuti dei corpi degli astronauti rientrati dalla prima missione spaziale erano risultati contaminati da un alto livello di particelle tossiche, come se i materiali di cui la navicella spaziale era composta (plastica, fibre di vetro e altre sostanze isolanti e ignifughe) li stessero lentamente avvelenando. Allo stesso modo, i materiali di costruzione e gli arredi degli interni delle nostre case possono, con il passare del tempo, rilasciare nell’aria gas e particelle tossiche (come ad esempio trielina e formaldeide).

Tenendo conto che nei paesi occidentali la vita si fa sempre più sedentaria (pensate che gli Americani trascorrono in media il 90% del proprio tempo in ambienti chiusi), l’idea di un purificatore come Bel-Air, per quanto curiosa (resta infatti da verificare l’effettivo funzionamento del prodotto) può avere una sua utilità e una sua importanza. Per saperne di più e scoprire se Bel-Air vi convince davvero, potete dare un’occhiata al sito del suo autore, da cui è tratta anche l’immagine in alto a sinistra (il prodotto è il numero 21 nella lunga lista delle originalissime creazioni di Lehanneur).

Lisa Vagnozzi

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