Arredare riciclando una vecchia porta o un portone antico

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Nella piena rivoluzione che contraddistingue la ristrutturazione di una casa, avete mai pensato a recuperare un po’ di roba? Si sa bene, la sensazione di rinnovare, rinfrescare, gettare via un po’ di vecchiume e, soprattutto, riporre in cantina quella cassettiera che con tanto amore vi ha donato la suocera, beh… può procurare immenso piacere. Ma, ora più che mai, anche conservare qualcosa e tenersi stretto qualche spicciolo in più, può far comodo. E allora, queste poche righe sono indirizzate a chi ama in particolare l’antico e gli ambienti rustici, ma anche a chi semplicemente ha tra i piedi una porta un po’ vetusta e non sa che farsene.

 

Lì, tra le colline modenesi che sanno di lambrusco e aceto balsamico, tortellini e salumi, non solo vi si apre lo stomaco e date spazio di buon grado ad uno dei sette vizi capitali (c’è tempo per redimersi…), ma trovate anche chi vi sa proporre soluzioni davvero uniche e sostenibili per un restauro del vostro mobilio.

Siamo a Vignola, cuore dell’Emilia Romagna, dove il signor Vittorio si occupa con la sua piccola ditta (www.portantica.com) di porte e portoni vecchi e antichi, seguendo la logica del riutilizzo di oggetti destinati a uno scopo diverso da quello per cui sono nati, sicuramente più fantasioso e divertente.

Così, tra restauro, recupero, acquisto e vendita, il signor Vittorio propone il “riciclaggio” di una vecchia o antica porta non solo per chiudere un passaggio tra ambienti, ma anche per realizzare, senza usare neanche un mobile, una piccola dispensa a muro in cucina. In questo modo, si risponde all’esigenza delle persone di salvare vecchie porte malandate o tarlate e farne un nuovo ed originale complemento d’arredo.

E si parla anche di ante, antine, stipi murali, un’infinità di cose, insomma, che possono essere riadattate, ridipinte, colorate, laccate. È il caso dell’anta di un vecchio portone che torna a nuova vita come porta di una cucina rustica, o, se messa in posizione orizzontale, risuscita nelle vesti di testiera del letto o di un piano per la televisione.

Infine, se sono le tecniche di restauro che ancora vi lasciano perplessi (che, per altro, si possono imparare grazie a corsi di restauro Classico Conservativo e di Stilistica offerti dalla stessa ditta), non di che temere: il signor Vittorio garantisce l’utilizzo solo di prodotti naturali, cioè non ottenuti da sintesi chimica. Buon viaggio in Emilia allora!

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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