gaonImmaginate quanta spazzatura viene gettata quotidianamente nei cassonetti e nei cestini di una qualsiasi città: e se tale mole di scarti venisse utilizzata per produrre energia, magari per illuminare le strade e le piazze circostanti? Non sarebbe un modo intelligente per abbattere i costi, risparmiare energia e, nello stesso tempo, smaltire i rifiuti? Ebbene, è proprio questa l'idea che sta alla base di Gaon Street Light, il lampione interamente alimentato dalla spazzatura.

Secondo quanto riportato dal magazine Yanko Design, che ne ha parlato per primo, tale invenzione è frutto della fantasia e della creatività del designer Haneum Lee. E, almeno sulla carta, si tratta di un'ottima idea. A prima vista, Gaon Street Light si presenta come un comune lampione per l'illuminazione pubblica: la sua particolarità sta nel cestino per i rifiuti organici che si trova alla sua base, all'interno del quale viene prodotto, attraverso un processo di compostaggio, il metano necessario ad alimentare l'intero sistema. I passanti non devono fare altro che gettarvi quello che resta di cibi e pasti, e il gioco è praticamente fatto! L'unica forma di intervento "esterno" sta nella necessità di ripulire periodicamente la base del lampione, in modo da ritirare il compost che si è formato.

Tuttavia, Yanko Design non spiega se esista già un prototipo di questo "lampione intelligente" o se, per il momento, si tratti soltanto di un concetto da approfondire e da esplorare. Inoltre, riguardo all'effettivo funzionamento del Gaon Street Light, non si specifica quale sia la quantità di rifiuti necessaria per avviare il sistema e per tenerlo in funzione e non si spiega cosa potrebbe accadere se i passanti, per sbaglio, gettassero nel cestino rifiuti non biodegradabili, tenendo anche conto del fatto che la maggior parte della spazzatura che produciamo quotidianamente è costituita da sostanze inquinanti inorganiche, come la plastica. Tale carenza di dettagli fa pensare che il Gaon Street Light sia ancora in una fase tutta teorica, per cui dovremo pazientare per sapere se al progetto seguirà qualche sviluppo concreto.

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Detto questo, e al di là delle dovute puntualizzazioni, l'idea in sé sembra promettente, e sarebbe interessante metterla alla prova, per determinare quali risultati si potrebbero effettivamente ottenere e per capire se davvero, in un futuro non troppo lontano, potremo illuminare le nostre città in modo perfettamente ecosostenibile, sfruttando l'energia tratta dai rifiuti. Sarebbe davvero la realizzazione di un sogno green.

Lisa Vagnozzi

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