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Liter of Light arriva in Expo Milano 2015. La onlus italiana che porta nel mondo illuminazione solare sostenibile a chi ne ha più bisogno ha inaugurato, all’interno del parco della biodiversità, la propria installazione. Lo scorso 2 agosto, infatti, sono state collocate 70 “street light” in grado di creare un’illuminazione lungo tutto il percorso all’interno del parco suddiviso in cinque aree verde. Insomma, una “strada di luce composta da bottiglie”.

Liter of light opera, infatti, in 27 paesi con il nobile obiettivo di portare luce e tecnologia in quelle zone dove mancano. Per fare questo alla realtà italiana basta pochissimo: una batteria ricaricabile, un led, un pannello solare. La start-up - già premiata quest'anno con lo Zayed Future Energy prize per il sistema open-source di ecoilluminazione – a Expo non ha fatto altro che mostrare quello che da qualche anno realizza in giro per il mondo.

Le luci sono state costruite in modo completamente biosostenibile, in quanto sono state prodotte grazie ai pannelli solari senza emissione di co2 nell'atmosfera. Un’illuminazione che permetterà di far luce su tutto il lungo percorso perdonale della struttura “verde” all’interno di Expo. I percorsi, oltretutto, sono stati realizzati interamente con materiali naturali e di minimo impatto con l’ambiente circostante.

Il risultato oltre a essere funzionale, è anche di natura estetica. Il Biodiversity Park di Expo è stato infatti arricchito nei suoi percorsi con lampade ad intermittenza di accensione in grado di ricordare l’effetto lucciola. Il tutto riuscendo a valorizzare la struttura che, grazie alle proprietà ecosostenibili delle lampade, conferma ancora una volta di essere il vero polmone verde di Expo.

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Il Biodiversity Park, per chi non lo sapesse, è un parco, suddiviso in cinque parti, che ha lo scopo di valorizzare le eccellenze italiane ambientali, agricole e agroalimentari attraverso un percorso che racconta l’evoluzione e la salvaguardia della biodiversità agraria.

Tornando all’inaugurazione, questo progetto ha potuto prendere vita grazie al lavoro dei tecnici di Liter of Light l’architetto Simone Gori, responsabile del progetto, e l’ingegnere Teo Francesco Giorgi. Ruolo fondamentale è stato anche quello dipartimento di ingegneria dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni dell’Università della Sapienza di Roma attraverso l’attività degli ingegneri Carpentiero, Chicarella, Lovecchio, Martini, Mastrandrea e Nardecchia.

Alla giornata ha partecipato anche Carlo Maria Medaglia, capo segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente. A dimostrazione di come anche l’amministrazione dello Stato abbia capito che fare luce in modo sostenibile sia la soluzione migliore per illuminare il mondo.

Alessandro Ribaldi

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