Contraffazioni

Ecomafia e comparto alimentare: più di 21 reati al giorno per un giro d'affari di 4,3 miliardi di euro. Legambiente denuncia il nuovo fronte della criminalità in uno dei settori più importanti del Made in Italy, l'agroalimentare, e presenta un'anticipazione del Rapporto Ecomafia 2015.

Numeri da capogiro quelli che riguardano il business illegale del ramo agroalimentare: 7.985 le infrazioni penali accertate nelle varie filiere agroalimentari, più di 21 reati al giorno, con 14.917 denunce penali e 126 arresti, per un giro d'affari che, tra sequestri e finanziamenti illeciti intercettati dalle forze dell'ordine, ha superato i 4,3 miliardi.

Affari illeciti e multimiliardari, quindi, che superano di otto volte le cifre dell'anno scorso che si aggiravano intorno ai 500 milioni di euro e con ben 30 clan mafiosi censisti da Legambiente. E non solo: nel settore agroalimentare non operano soltanto i clan, ma spesso sono anche gli stessi imprenditori che, tra contraffazioni, adulterazioni, sofisticazioni e truffe, calpestano ogni legge a scopo di lucro a danno della qualità.

"Di fronte a questi numeri impressionatispiega Rossella Muroni, direttrice nazionale Legambiente – abbiamo il dovere di impegnarci per liberare il cibo dalla presa criminale e dal malaffare. Le organizzazioni criminali sono tornate forti e sono tornate alla terra. E spesso a pagare siamo noi, in termini di salute, ma anche di denaro, perché in molti casi sono colletti bianchi a determinare il prezzo dei beni di prima necessità, sia a valle che a monte delle filiere. Occorre aprire una stagione nuova del cibo e dell'alimentazione – conclude la Muroni – perché l'alternativa, di fatto, già esiste: sono i nostri prodotti, le nostre eccellenze gastronomiche che uniscono etica all'estetica. Sta a noi assumere la responsabilità di informarsi e di rafforzare questi percorsi e sostenere, attraverso le nostre scelte di consumo, un diverso modo di intendere la produzione alimentare".

Il Rapporto Ecomafia 2015 sarà presentato a Roma il prossimo 30 giugno e i dati sono stati resi pubblici a Expo nell'ambito di FestambientExpo, la manifestazione di Legambiente che si è svolta alla Cascina Triulza nel Padiglione della Società civile.

NO OGM, SI BIOLOGICO - Per l'occasione, Legambiente ha fatto sentire la sua voce all'interno dell'esposizione universale con la prima manifestazione di protesta: una trentina di attivisti di Legambiente con bandiere e pettorine gialle hanno attraversato il decumano principale con lo striscione "No Ogm, Si biologico".

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"L'Expo – commenta in una nota Legambiente – ha portato con se senza dubbio l'invasione di autostrade inutili ed opere connesse, i terreni sottratti all'agricoltura, la corruzione che ha colpito l'evento, le contraddizioni legate alle gradi catene industriali dell'alimentazione che coesistono nei diversi padiglioni scintillanti e attrattivi con le produzioni biologiche e dei territori. Ma nello stesso tempo l'Expo rappresenta un'occasione unica e irripetibile per parlare al mondo di salute dei cittadini, di stili di vita in campo alimentare, di un nuovo modello agricolo che non può essere prigioniero degli interessi delle multinazionali del cibo globalizzato e degli ogm, ma al contrario deve favorire alimentazione sicura senza ogm, per combattere la fame nel modo e garantire più equità nella distribuzione delle ricchezze".

Germana Carillo

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