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‎"In pochi secondi l'orizzonte chiuso si libera, il paesaggio si muove. Sono altrove. Sono un altro, eppure sono me stesso come mai prima; sono ciò che scopro", così scrive l'antropologo Marc Augè nel suo "Elogio della Bicicletta". Andare in bicicletta, in effetti, significa imparare a gestire il tempo, il corpo e una socialità solidale così rara oggi, oltre a rappresentare anche un modo per restare in salute, il simbolo di un futuro ecologico e di una possibile trasformazione delle città. Sarà per questo che in Italia è finalmente boom per l'uso delle biciclette, con 25 milioni di due ruote circolano lungo lo stivale.

È quanto risulta da un'indagine dell'Osservatorio Linear , del gruppo Unipol. "Negli ultimi anni –spiega una nota del gruppo- la due ruote sta diventando il mezzo più utilizzato dalle persone per muoversi nel caos cittadino, per restare in forma e soprattutto per dare sollievo al portafogli sotto stress per il caro benzina. Ne è una prova il fatto che sempre più città, da nord a sud, stiano inserendo il servizio di bike sharing per l'utilizzo della bici come mezzo di trasporto complementare ai mezzi pubblici e alternativo alle auto private".

Dall'indagine, che ha chiesto agli italiani il loro parere sull'uso della bicicletta nei centri abitati, è emerso in tutta Italia, da nord a sud, la necessità di avere più piste ciclabili: lo chiede il 65% degli intervistati, con un picco del 70% tra gli abitanti del nord. In Italia ce ne sono 3.227 km in totale, troppo poche se paragonate al resto d'Europa, come i 35 mila km dedicati ai ciclisti della Germania o i 17 mila km dell'Inghilterra. Altro grande problema riguarda la difficoltà di circolazione sulle strade: per il 43% nessuna zona della loro città è in grado di facilitare l'accesso alle bici, dato che arriva addirittura al 54% per gli abitanti del sud Italia; il 25% ritiene che solo le strade del centro siano adatte alle due ruote, mentre solo per il 13% si può circolare facilmente in ogni zona della propria città.

Insomma, il boom dell'uso della bicicletta, purtroppo, non va di pari passo con la sicurezza e il rischio medio di mortalità per un ciclista nel bel Paese è di 1,92%, più del doppio (0,77%) rispetto a chi va in auto e 6 volte più alto (0,31%) di chi sceglie l'autobus. Oltre a rischiare la vita e a dover combattere con strade inadatte, il ciclista urbano deve far fronte anche ad altri problemi, come le ire degli automobilisti, che spesso mal sopportano la presenza delle due ruote: il 61% degli automobilisti intervistati non sopporta che circolino sempre in mezzo alla strada, mentre per un 58%, non prestano attenzione e sbucano senza guardare. Il 44% degli intervistati fa notare che spesso i ciclisti non usano segnalatori come faretti o catarifrangente durante le ore notturne, infine il 40% punta il dito sul loro cambio improvviso di direzione, che minaccia la sicurezza sulle strade.

Ecco perché non basta autorizzare i ciclisti ad andare contromano , ma abbiamo bisogno di "Città a misura di bicicletta", come recita il motto di #salvaiciclisti, il movimento italiano nato sul web h sull'onda della campagna Save our cyclists lanciata dal Times di Londra, che chiede, con la prima bicifestazione nazionale che si terrà a Roma il 28 aprile, maggiore sicurezza per i cittadini che si spostano in bicicletta, limiti di velocità per salvaguardare l'incolumità di ciclisti e pedoni e percorsi ciclabili integrati nel tessuto urbano delle arterie stradali. Ma anche un'indagine nazionale sulla ciclabilità, la nomina di commissari urbani per realizzare interventi utili alla mobilità dolce, una migliore formazione alla guida per tutti gli utenti della strada, fondi per le infrastrutture e l'obbligo di vincolare il 2% delle risorse destinate alla rete stradale a interventi per favorire la ciclabilità.

Allora, che sia "in bicicletta, a piedi, coi pattini o col monopattino, col trasporto pubblico, con lo skateboard, sui trampoli, col passeggino o il risciò", appuntamento a Roma il 28 aprile, alle ore 15.00 in Via dei Fori Imperiali. Perché tutti insieme possiamo cambiare strada!

Roberta Ragni

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