Creato Martedì, 07 Aprile 2009 03:44 Scritto da Lisa Vagnozzi
Una torta per una festa di compleanno in cambio di un massaggio terapeutico. Lezioni di chitarra classica in cambio di ripetizioni di inglese. Un corso di ballo latino-americano in cambio di qualche ora di babysitting. O, ancora, giardinaggio in cambio di riparazioni idrauliche. Questo e molto altro è reso possibile dalle Banche del Tempo, delle associazioni che, come suggerisce la definizione, si basano sullo scambio gratuito e volontario di tempo, un bene personale e dal valore inestimabile.
Le prime Banche del Tempo italiane sono nate alla fine degli anni Ottanta in Emilia-Romagna, istituzionalizzando, per così dire, alcune consuetudini di buon vicinato e di aiuto reciproco e proponendo una filosofia di vita fondata sullo scambio e sulla cooperazione tra le persone piuttosto che sull'acquisto e sul consumo. Nel corso degli anni, queste associazioni sono diventate una realtà diffusa su tutto il territorio italiano: l'Osservatorio Nazionale delle Banche del Tempo (Tempomat), che è stato operativo dal 1995 al 2002, ne aveva censite ben 300; maggiori informazioni, oltre a segnalazioni, documenti e notizie aggiornate, sono reperibili sul sito dell'Associazione Nazionale Banche del Tempo - che rappresenta un tentativo di coordinamento, anche se, al momento, limitato a 169 realtà -, e su quello delle Banche del Tempo di Roma.
È comunque un dato piuttosto significativo e incoraggiante che il numero di questo tipo di associazioni sia oggi in continuo aumento: ad esempio, molte Regioni e Comuni italiani offrono sui propri siti istituzionali una serie di istruzioni su "Come fondare una Banca del Tempo" - chiunque, infatti, può prendere l'iniziativa: sono sufficienti poche risorse materiali, motivazione e buona volontà -, a dimostrazione dell'interesse e della curiosità che il fenomeno riesce a suscitare.
Ma in cosa consiste, esattamente, una Banca del Tempo? L'idea di fondo è che ciascuno possa valorizzare il proprio tempo investendolo nello scambio con altre persone, come si fa con il denaro all'interno di una comunissima banca o cassa di risparmio. L'investimento nasce dalla consapevolezza che tutti noi siamo portatori non soltanto di bisogni ma anche di risorse: e sono proprio queste risorse individuali - dalla capacità di preparare torte e cibi succulenti, alla conoscenza delle lingue straniere; dalla bravura nel disegno a mano libera, all'abilità nel ricamo o nell'uncinetto -, che possono essere offerte e messe a disposizione degli altri. All'interno della Banca del Tempo, infatti, non si fa una comune attività di volontariato, ma si offre per ricevere, e si riceve per offrire: un meccanismo che, sul medio e lungo periodo, permette di generare una vera e propria rete di rapporti umani paritari, di amicizia e di solidarietà, tra i "correntisti". Con il vantaggio di rendere chi partecipa maggiormente consapevole del valore del proprio tempo.