greenMe.it

Green graffiti: arte e situazionismo al servizio della cultura ecologica

Green fraffiti Edina TokodiL'arte, secondo l'estetica moderna, incarna, prevedendole, le trasformazioni sociali divenendo, nelle sue forme manifeste, lo strumento attraverso il quale è possibile orientare ed educare le coscienze nella transizione. Se è una rivoluzione verde quella che ci attende dunque, allora le opere di Edina Tokodi, Anna Garforth & Eleanor Stevens, inaugurando il fenomeno dei Green Graffiti, se ne fanno originali portavoce.

Il bisonte metropolitano dal cuore verde di Edina Tokodi

Della forme d'arte metropolitana per eccellenza, il murales, il fenomeno dei Green Graffiti recupera il concetto di fruizione sociale lontana dagli ambienti museali ed il contesto urbano ma si diverte a cambiarne la natura: lì smalti e vernici, qui muschio, yogurt e zucchero. Giocando a ridefinire il termine di giungla urbana ecco che sui muri di New York spuntano gli animaletti verdi di Edina Tokodi mentre a Londra il progetto Mossenger, (moss=muschio + Messanger) di Anne Garforth & Eleanor Stevens diventa un fenomeno di comunicazione.

Oltre a condividere tecnica, materiali e supporti (muschio ed erba fissati al muro da una miscela di semplice yogurt e zucchero) queste artiste condividono l'intenzione che sta alla base delle loro opere: risvegliare le coscienze metropolitane sopite dal troppo cemento ricucendo quello strappo che si è venuto a creare tra ambiente urbano ed ambiente naturale attraverso l'avvicinamento dei cittadini a forme d'arte vive che si lasciano ammirare ma soprattutto toccare, annusare, curare.

Una dolcissima forma di riflessione sul e rivendicazione del territorio che raccoglie l'eredità del movimento newyorkese dei Guerrilla Gardening, di cui la Garforth è oltretutto attivista, che dagli anni '70 continua a sorprendere la città con le sue meravigliose incursioni situazioniste durante le quali, sterili scenari di cemento si trasformano in freschi e rigogliosi giardini.

parking_15

E se oggi anche una società di comunicazione che guarda caso si chiama proprio Green Graffiti, decide di puntare sulla produzione di innovative campagne pubblicitarie utilizzando vernici ad acqua lavabili o al muschio applicato ai muri e riesce a sedurre così colossi come Vogue, Mtv, McDonald's e Nike, allora il messaggio sembra proprio essere passato: cambiare ciò che ci circonda, migliorarlo, riappropriarci della bellezza del territorio e della natura autonomamente, con piccoli gesti, è ancora possibile.

In this spore borne air di Garforth & Stevens

C'era forse bisogno di questa crisi finanziaria globale o dello slancio dell'un uomo più potente del mondo, ndr Barak Obama perché il problema ambientale fosse da tutti avvertito nella sua contingenza, urgenza e concretezza. La partita si gioca su più livelli: da un lato la Green Economy che coinvolge governi e mercati affinché le strategie del business verde possano esercitarsi facilmente in una società già sensibilizzata, dunque pronta ad accogliere l'offerta, (nuovi consumi sicuramente green, ma che forse non muteranno le regole di quella che pur rimane Economy), dall'altra l'effetto di queste stesse strategie che, condizionando mai come oggi ed in maniera così capillare quelle che sono le scelte dell'essere umano, contribuiscono alla formazione di una coscienza e di una ecologica anche tra quegli strati storicamente indifferenti agli appelli degli ambientalisti.

Rosa Simonetta

{begam}ca-pub-5973346041980570/Content300x250{/begam}

Abbonati GRATIS alle Newsletter di greenMe.it
Privacy e Termini d'uso



Tags: green graffiti  graffiti ecologici  Anna Garforth  Eleanor Stevens  Mossenger  Edina Tokodi  Guerrilla Gardening  

© Copyright 2009-2012 - GreenMe.it è Testata Giornalistica reg. Trib. Roma, n° 77/2009 del 26/02/2009 - p.iva 09152791001

Top Desktop version