
Il Web 2.0 lo abbiamo visto diverse volte sta diventando anche la cassa di risonanza per comportamenti sempre più etici offrendo nuovi strumenti sociali e nuove soluzioni per il consumo etico: libero scambio, baratto, microfinanza e micropagamenti sono comportamenti che si stanno diffondendo velocemente nella rete. Soprattutto oltreoceano.

Se Facebook è nato per ritrovare i vecchi compagni di scuola e gli amici d’infanzia persi di vista, oggi arriva Jumo, il nuovo social network lanciato proprio dal co-fondatore di Facebook, che aggrega le persone in base agli interessi sociali, cercando di sensibilizzare gli utenti verso opere umanitarie e principi etici.

E' tempo di crisi. Non si parla d'altro. E tutti a rivedere le proprie abitudini, a pensarci bene prima di fare anche la più piccola spesa. Ci riscopriamo più attenti, meno avventati. Quasi quasi previdenti. "Ma non vogliamo rinunciare a tutto...vogliamo imparare ad ottimizzare. Vivere bene con poco". E' questa la filosofia alla base del progetto di www.vivalowcost.com, un sito che raccoglie informazioni, notizie, esperienze su tutto quello che circola in rete e attraverso il passa parola in materia di low cost. Gli utenti attraverso i forum, le mail o i social networks suggeriscono soluzioni, segnalano iniziative.

Internet sta diventando il mezzo privilegiato per l'acquisto di prodotti eco in quanto permette di comprare oggetti o alimenti diminuendo sensibilmente i passaggi della filiera e venendo a contatto con produttori e marchi non sempre accessibili nei negozi tradizionali. Inoltre sul web è possibile disfarsi facilmente degli oggetti inutili che sarebbero finiti in fondo al cassetto o, peggio, nella discarica, riuscendo a ricavarci anche qualche soldino.

La condivisione è alla base del cosiddetto Web 2.0 in cui gli utenti da semplici destinatari dell'informazione diventano essi stessi produttori, contribuendo ad arricchirla nel pieno spirito open source in cui tutti possono partecipare per migliorarla rendendo molto vicino quello che Levy aveva teorizzato come "Intelligenza collettiva". Soprattutto se questo tipo di informazione si mette al servizio dell'ambiente aiutando a far circolare buone pratiche e conoscenza.

È stato annunciato ieri da Yahoo! l'avvio dei lavori per le due nuove costruzioni del data centre di Avenches, una cittadina che si trova nel cantone di Vaud in Svizzera. Un vecchio impianto di produzione di imballaggi verrà così trasformato in un nuovo data center ecologico d’avanguardia e nel polo centrale europeo dedicato ai servizi e ai prodotti Yahoo!.

Riduzione del 40% dei consumi richiesti per alimentare l'enorme centro dati, attraverso lo sfruttamento... delle correnti d'aria e delle fonti idroelettriche. Ecco la ricetta di Yahoo! per la realizzazione dello Yahoo! Computing Coop, il data center “più eco friendly al mondo”, secondo la definizione data dai dirigenti del motore di ricerca sulla nuova struttura creata a Lockport, nello Stato di New York, del quale già l'anno scorso avevamo dato una prima anticipazione e che ora è entrata ufficialmente in attività stanto a quanto riportato dal blog del colosso americano.

Sparare o non sparare all'orso? Inizia così il video della prima pubblicità interattiva in onda su youtube e realizzata dall'agenzia pubblicitaria francese Buzzman. Una storia a lieto fine, dove siamo proprio noi a scegliere il finale.

Basta fonti fossili per alimentare i server. A lanciare l'ultimatum è stato Kumi Naidoo, Executive Director di Greenpeace International, con una lettera rivolta a Mark Zickerberg, Chef Executive Officer del social network più famoso del mondo: Facebook.