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Milioni di persone sono a rischio. Fukushima insegna: il più grave disastro nucleare del mondo, potrebbe risuccedere da un momento all'altro essendo ancora attivi sul pianeta 437 reattori nucleari. Reattori che possono fondere in qualsiasi parte del mondo, non essendo progettati per resistere e sopravvivere ad un incidente.  Dove sono i rischi maggiori? Greenpeace li geolocalizza attraverso una mappa interattiva Nuclear Risk che, connettendosi con il proprio profilo Facebook o Twitter, avverte le persone maggiormente minacciate.

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Vedere da vicino la barriera corallina in 3D grazie a Google. Spalancate pure gli occhi, uno spettacolo mozzafiato sarà a vostra disposizione, rimanendo comodamente seduti a casa, davanti al pc. Grazie ad un accordo con alcuni istituti, Google Earth si è spostato nelle profondità marine, ed in particolare si è avvicinato alla Grande Barriera Corallina australiana.

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L’obiettivo della campagna pubblicitaria di Mcdonald’s, dal titolo McDStories, lanciata nei giorni scorsi sul celebre social network Twitter, era invitare gli utenti a raccontare storie, episodi e ricordi particolari legati al consumo dei famosi hamburger. I clienti in rete di tutto il mondo hanno accettato l’invito, ritwittando e commentando subito l’hashtag “#McDStories”… peccato però che le vicende postate sul sito di micro-blogging fossero tutt’altro che felici e positive! 

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12 gennaio 2010. Esattamente due anni fa, un tremendo terremoto distrusse Haiti. Per 35 secondi la terra tremò sotto la capitale, Port-au-Prince. Migliaia di persone rimasero uccise, e molte altre morirono a seguito del terremoto, a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie. Ma i social network ebbero un ruolo determinante in quell'occasione. Ed in particolare Twitter.

 Fonte Foto: Google.it

Quali sono le parole più cercate della rete? E' uscita oggi la Google Zeitgeist 2011, la classifica delle parole chiave più digitate nel motore di ricerca più noto ed utilizzato al mondo. Nel corso degli ultimi anni il Web è diventato una delle maggiori fonti di informazione utilizzate dalla popolazione per andare alla ricerca di approfondimenti ed aggiornamenti riguardanti le notizie di cronaca, sia estera che locale, la politica ma anche le tematiche legate all’ambiente ed all’ecologia

GreenPeace-Facebook

Facebook e Greenpeace sotterrano "l'ascia di guerra" e insieme si impegneranno a promuovere le rinnovabili. Dopo aver lanciato diverse campagne contro il social network più famoso del mondo, molte delle quali servendosi proprio del social network più famoso del mondo, e dopo l'impegno preso dall'azienda di Zuckemberg di limitare l'utilizzo di fonti fossili per i propri server seguito a queste, Greenpeace collaborerà insieme a Facebook per diffondere le energie rinnovabili e incoraggiare le aziende energetica a puntare sulle fonti pulite.

WeTopia

Sono sempre più le persone che, ogni giorno, si connettono al web per destreggiarsi con giochi come Farmville. Persone di ogni età, genere e nazionalità, che comprano e vendono beni di consumo e costruiscono le loro perfette fattorie piantando alberi, coltivando orti e allevando animali. Davvero una quantità consistente di utenti (circa 30 milioni, pare). E allora c'è chi ha pensato che questa nuova forma di gioco potesse anche avere un effetto "solidale" e reale, per così dire: sono gli Studios Sojo e il loro nuovo prodotto, lanciato in una versione preview negli scorsi giorni negli Stati Uniti, si chiama WeTopia. Un'idea tanto semplice quanto geniale e, soprattutto, scaturita da una buona causa.

GreensEFAabreviation

Parola d'ordine condivisione. Legalizzare al più presto il file-sharing di ogni tipo di documento per uso personale, mettere al bando le soluzioni DRM e fissare una durata massima per il diritto di copyright di soli 5 anni: è la proposta lanciata in un nuovo documento programmatico (Creation and Copyright in the Digital Era) dal gruppo politico ambientalista - Gruppo Parlamentare dei Verdi - che oggi occupa ben 57 seggi del Parlamento UE.  

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La nuova frontiera dell’Information Technology sembra essere il cosiddetto cloud computing: un modo suggestivo per dire che le attività che svolgiamo ogni giorno via computer potrebbero ben presto essere interamente ospitate, gestite e memorizzate all’esterno delle nostre case e dei nostri uffici, nella cosiddetta “nuvola”. Ciò significa che ai programmi e ai file si accederebbe via internet - un po’ come accade già oggi con gli account su Facebook - usufruendo di un hosting service provider esperto e superattrezzato che avrebbe l’obbligo di provvedere alla gestione informatica dell’intero sistema, garantendo nello stesso tempo privacy e sicurezza dei dati.

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