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Il cellulare l’abbiamo tutti, si cambia mediamente una volta l’anno (così dice la statistica…), c’è addirittura chi ne possiede più di uno.  Come nella mitologia c’erano i minotauri, uomini per metà toro, oggi siamo per metà cellulari. Il “magico” telefonino, per quanto è indispensabile, è divenuto quasi un’ossessione.  Al sottoscritto, e credo di non essere il solo, manca il tempo di quando l’appuntamento si dava attraverso il telefono di casa e se si arrivavi in ritardo si aspettava semplicemente…

Questa sua larga diffusione ha, inoltre, generato un’eccessiva presenza di rifiuti hi-tech difficili da smaltire, i cosiddetti RAEE. Cosa ci facciamo con i vecchi telefonini? Li lasciamo, il più delle volte, stantii in cassetti e mensole. Ecco, allora, delle soluzioni. Ci piacerebbe spiegarvi come sostituirli e il modo per tornare indietro nel tempo, quando non c’erano e tutto funzionava ugualmente, ma ancora non siamo in grado. Accontentatevi di 10 modi per riciclarli, suggerendovi un riutilizzo intelligente.

Per coloro a cui non interessa minimamente riciclare il vecchio cellulare, né tantomeno conservarlo in un cassetto, ma vogliono semplicemente liberarsene, sapere dove buttarlo. Un aspetto questo per niente scontato o da sottovalutare. Trattandosi di rifiuti elettronici, infatti, i cellulari vanno smaliti nelle isole ecologiche e negli appositi centri RAEE presenti nei vari comuni. Inoltre anche i telefonini rientrano a pieno titolo nel cosiddetto decreto "uno contro uno" per cui all'acquisto di un nuovo apparecchio, sarà il negoziante a farsi carico, gratuitamente, dello smaltimento del vostro vecchio dispositivo. Per chi invece vuole andare oltre alla semplice dismissione del proprio vecchio compagno di avventure, e magari guadagnarci qualcosa, trasformarlo in altro o semplicemente contribuire ad iniziative di solidarietà, ecco le nostre 10 idee:

1) Interessante l'iniziativa promossa da Vodafone Italia  già a partire dal 2000 nell'ambito del progetto "My Future".

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La “raccolta telefoni, batterie e accessori ha coinvolto in questi anni tutta la rete di vendita con 800 negozi Vodafone One, 130 centri assistenza indipendenti, le sedi Vodafone, grandi aziende e garantito lo smaltimento corretto dei telefoni in disuso e il successivo processo di rigenerazione. Per i clienti che si sono disfatti del proprio cellulare in uno dei centri Vodafone, oltre ad ottenere l'accredito di punti per il programma Vodafone One, la consapevolezza di aver contribuito a creare energia pulita nelle scuole. L’azienda ha, inoltre, voluto proporre anche il “Recycling Tour”, in collaborazione con Legambiente, che ha visto coinvolti, nell’edizione di quest’anno, i cittadini di Aosta, Parma, Genova, Bergamo, Catania, Lecce, Caserta, Perugia e Ancona. Raccogliere gli apparecchi per rigenerarli, distribuendo gratuitamente a tutti coloro che avessero riciclato il proprio cellulare, lampadine a risparmio energetico. Il ricavato dell’operazione è stato, infatti, investito nel finanziamento della realizzazione di impianti fotovoltaici nelle scuole d’Italia, al motto di “Il tuo telefonino ha ancora tanta energia”.

2) E se riciclare il proprio telefonino divenisse un’occasione per fare solidarietà?

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Grazie all’iniziativa promossa da COOPI – Cooperazione Internazionale in collaborazione con ECOSOL, azienda leader nel riciclo di rifiuti tecnologici, è possibile. Il progetto dal titolo “Valorizza il tuo cellulare, sostieni COOPI” consiste nella possibilità di inviare gratuitamente il proprio cellulare inutilizzato in una busta fornita dall’organizzazione che si occuperà, attraverso il supporto di ECOSOL, di riciclare l’apparecchio e utilizzare il ricavato in aiuti concreti per le popolazioni del Sud del Mondo garantendo loro l’accesso all’acqua potabile, favorendo la gestione delle risorse idriche e dei sistemi di purificazione, intervenendo in contesti urbani degradati, costruendo strade, reti fognarie e discariche.

3) Scovata su questo sito, invece, un’interessante trovata per dare una nuova funzionalità (e un nuovo uso) al vostro cellulare trasformandolo in uno spy-phone.

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La procedura è piuttosto tecnica ma se la seguite passo passo dovreste riuscire ad apportare la modifica. Una volta creato il vostro cellulare spia non vi resterà che nasconderlo nel luogo bisogno di tutelare e salvaguardia (un cassetto, un armadio, una porta). Nel caso qualcuno provi a varcare quel limiti, sarete avvertiti attraverso una chiamata sul vostro numero di telefono. Incredibile? Ma vero!

4) Viene dagli Stati Uniti d’America la proposta della "rottamazione dei cellulari". A lanciarla è una nuova azienda chiamata eRecyclingCorps.

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Si occuperà di gestire un sistema di riciclo di cellulari per conto degli operatori telefonici: in pratica i consumatori, riconsegnando i vecchi dispositivi nei negozi nei quali li hanno acquistati, potranno acquisire dei crediti per l'acquisto di un nuovo cellulare.

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Qualcosa di simile avviene, però, anche in Italia. H3G Italia lancia love2recycle, un’iniziativa che darà modo agli utenti di “rottamare” il vecchio cellulare in cambio di buoni acquisto da spendere nei 3 Store. Ogni cellulare sarà valutato diversamente in base alle proprie caratteristiche, e dovrà avere alcuni requisiti, tra cui: deve accendersi deve essere comprensivo della propria batteria ed e avere tutti gli accessori trovati al momento dell’acquisto.

5) Una soluzione più umile, ma ugualmente utile è quella di metterla in panchina. O, se voglia utilizzare un termine caro alla Formula 1, usarlo come muletto. La tecnologia è vero avanza velocemente. E’ altrettanto veritiero, però, che i primi prodotti lanciati sul mercato duravano più a lungo, mentre gli attuali sono più consoni al difetto. Per questo motivo e, soprattutto, perché orami il cellulare è indispensabile, tenetene uno sempre di scorta. Ve lo assicuriamo: potrebbe tornarvi utile.

6) Regalarlo. Sembrerà scontato, ma è un ottima soluzione ecosostenibile. Il vostro nipotino o cuginetto è arrivato all’età giusta per poter entrare nel “meraviglioso” mondo della telefonia mobile? Ok, evitate inutili spese. Regalategli il vostro vecchio modello.

7) Il Dott. Ozcan usando software da lui stesso sviluppato e di un valore approssimativo di 10 dollari con hardware pronto per l'uso, ha adattato telefoni cellulari per sostituire microscopi.

microscopio

I telefonini adattati possono essere usati per lo screening a distanza lontano da ospedali, tecnici o laboratori diagnostici. In un prototipo, una slide che regge un finger prick può essere inserita sul sensore di macchina fotografica del telefonino. Il sensore rivela i contenuti della diapositiva e spedisce via wireless delle informazioni ad un ospedale o centro di salute regionale. Per esempio, i telefonini possono rilevare delle anomalie nelle cellule di sangue malate o altre cellule, o notare un aumento di globuli bianchi, un chiaro segnale di infezione. Questo, riutilizzo, è paradossalmente più funzionale di un microscopio stesso. Per ora sono solo prototipi, si spera in una realizzazione commerciale il prima possibile.

8) Volete misurare la misura di uno spettro attraverso un telefonino? Bene, anche questo, si può.

spettrofometro

E’ doveroso, innanzitutto, spiegarvi cosa sia uno spettro… no, non si parla di fantasmi. In origine uno spettro era la gamma di colori che si osserva quando della luce bianca viene dispersa per mezzo di un prisma. Con la scoperta della natura ondulatoria della luce, il termine spettro venne riferito all'intensità della luce in funzione della lunghezza d'onda o della frequenza. E per misurare, quindi, questa intensità c’è uno strumento chiamato spettroscopio. Il suggerimento è fornito da un blog. La lavorazione è molto tecnica, ma se avete, voglia, curiosità e necessità di  uno strumento del genere è veramente consigliata la lettura.

E se tutti questi consigli non vi sono serviti a nulla? Basta acquistare il cellulare biodegradabile!

bamboo

Il designer olandese Gert-Jan van Breugel ha, infatti, progettato Bamboo. Già ve ne avevamo parlato. E’ un telefonino che, al termine del proprio ciclo di utilizzo, può essere buttato nel compost. L’involucro è fabbricato in bioplastica, derivata da materie prime rinnovabili come il mais, e in bambù. Una volta buttato, Bamboo riserva una piacevole sorpresa: dopo poche settimane l’involucro si disintegrerà e i semi di bambù contenuti al suo interno inizieranno a germogliare. Se son fiori fioriranno, se son cellulari…anche!

Alessandro Ribaldi
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Commenti   

Leslie
+2 #1 Leslie 2010-11-25 13:37
Molto interessante e utile, stile accattivante. Un po' di cura nella forma (che significa "sono più consoni al difetto":-?),magari una letta prima di pubblicare, e sei a cavallo!
Leslie
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