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Ci risiamo: una nuova macchia di petrolio sta devastando gli oceani e in particolare la costa nigeriana del Golfo di Guinea, a circa 75 miglia al largo del Delta del Niger. La causa risiede nella rottura di un impianto della Shell, avvenuta sette giorni fa, e secondo le stime si tratterebbe della marea nera più grave registrata nella zona. Leggi tutto... |
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Si teme ancora in Brasile, dove a largo delle coste di Rio de Janeiro c'è stata lo scorso 9 novembre, una grossa perdita di petrolio causata da un guasto al campo sottomarino di Frade. Leggi tutto... |
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Nuova marea nera, questa volta in Brasile, dove a largo delle coste di Rio de Janeiro c'è stata perdita di petrolio. Lo sversamento in mare ha ormai raggiunto i 160 chilometri quadrati. Nonostante le 17 navi al lavoro, la chiazza di greggio starebbe avanzando velocemente verso la costa carioca. Leggi tutto... |
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Si complicano le operazioni per fermare la marea nera che fuoriesce dalla Rena, incagliatasi il 5 ottobre su una stupenda barriera corallina al largo delle coste settentrionali della Nuova Zelanda. Sono passati ben 10 giorni dal tragico incidente e la nave ha già perso oltre 390 tonnellate di gasolio delle 1700 tonnellate di carburante presenti nella sua pancia, che si sono irrimediabilmente riversate in mare provocando uno dei peggiori disastri ambientali mai avvenuti nel Paese. Leggi tutto... |
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Continua a preoccupare la marea nera di greggio fuoriuscito dalla nave liberiana Rena che la scorsa settimana si è incagliata sulla barriera corallina e ha iniziato ad inquinare le acque della Nuova Zelanda. Leggi tutto... |
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Ancora un naufragio, ancora una falla, ancora una marea nera che minaccia un disastro ecologico. È quello che sta accadendo nell’Oceano sud-pacifico, a 22 chilometri dal porto di Tauranga, nell'isola del Nord della Nuova Zelanda , dove le squadre di soccorso stanno lavorando incessantemente per mettere in sicurezza la portacontainer di 236 metri Rena, incagliatasi sulla barriera corallina Astrolabe dal 5 ottobre, e svuotare le cisterne che continuano a gettare carburante in mare, originando una macchia già larga 5-6 chilometri. Leggi tutto... |
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Negli Stati Uniti torna l’incubo della mare nera e dell'inquinamento ambientale provocato dal petrolio. Da sabato scorso, nel fiume Yellowstone, in Montana, all’interno dell’omonimo parco nazionale, si stanno riversando decine di migliaia di galloni di greggio, a causa della rottura dell'oleodotto della compagnia Exxon Mobil, avvenuta vicino alla città di Laurel. Leggi tutto... |
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Domani ricorrerà l'anniversario del disastro petrolifero più grave di tutti i tempi. Era infatti il 20 aprile del 2010 quando l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon causò uno sversamento di petrolio in mare senza precedenti nel Golfo del Messico di cui ancora oggi si stanno pagando le conseguenze. Ad un anno esatto dalla catastrofe Greenpeace porta alla luce "gli scheletri nell'armadio", la "storia segreta" dell'incidente pubblicando sul sito web "PolluterWatch" un dossier di 30 mila pagine in cui emergono i tentativi del Governo americano e della BP di ridimensionare la portata del disastro. Leggi tutto... |
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Utilizzare la lana grezza per assorbire il petrolio in mare. Una soluzione antica, questa, per quello che è uno dei problemi moderni più dolenti. Le proprietà idrorepellenti della lana e la sua capacità di assorbire gli olii in quantità 10 volte superiori al suo peso erano già cosa nota, ma il merito di applicare tali principi alle maree nere va a Luciano Donatelli, Ceo di SignBox/RPB e Presidente dell’Unione Industriali di Biella che, durante il peggior disastro ambientale della storia nel Golfo del Messico ebbe l’idea di sfruttarle tecnologicamente per mettere a punto un sistema in grado di contrastare gli sversamenti di petrolio in mare. Leggi tutto... |
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Quattro giovani studenti dell’Università di Hunan, nell’omonima provincia cinese, hanno messo a punto un originale macchinario che potrebbe rappresentare la soluzione agli sversamenti di petrolio in mare e che è valso loro il secondo posto al prestigioso premio di design industriale Lotus prize. Leggi tutto... |
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La marea nera di Porto Torres continua ad estendersi e a danneggiare nuovi tratti di mare e di spiaggia, ma a quanto pare i tg e le grandi testate giornalistiche sono molto più interessate a parlare del caso Ruby e a far passare i disastri ambientali italiani in secondo piano. |
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Le fonti ufficiali continuano a sminuire il fenomeno, parlando di danno ecologico e non di disastro ambientale, ma stando agli aggiornamenti dei cittadini, agli avvistamenti, alle esperienze e alle segnalazioni che arrivano (soprattutto dalla rete) sulla nuova marea nera di Porto Torres, sembra che ci sia molto di più anche perché un nuovo incidente ha peggiorato la situazione. Leggi tutto... |
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Stando alle ultime notizie ufficiali, lo sversamento di petrolio avvenuto la settimana scorsa nel Golfo dell'Asinara si tratta di un danno ambientale, ma il disastro sembrerebbe scongiurato, perché i materiali che dalle spiagge di Porto Torres sono arrivate fino a Marritza sono stati recuperati. La giornata di oggi servirà per portare a termine le operazioni di raccolta dell'olio combustibile e poi si avvierà lo step successivo. Leggi tutto... |
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"Così stanno bruciando il mare, così stanno uccidendo il mare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare...", cantava Lucio Dalla in una sua famosa canzone. E non ci sarebbero parole più appropriate per raccontare quello che sta succedendo in questi giorni nel Golfo dell'Asinara. Leggi tutto... |
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E' una corsa contro il tempo per salvare la spiaggia più amata dai sassaresi. Dopo la perdita di petrolio avvenuta martedì scorso nei depositi di E.On., nello scalo marittimo turritano, questa mattina, nella sede del dipartimento Ambiente, a Baldinca, nell’hinterland di Sassari, si è svolta una riunione urgente tra Provincia, Comuni di Sassari, Porto Torres e Sorso, E.On, Capitaneria di porto di Porto Torres e Arpas, per organizzare le operazioni da attuare per arginare la perdita di combustibile e scongiurare così il rischio di un nuovo disastro ambientale. Leggi tutto... |
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Tirare le somme sui programmi di ricerca sulle fonti rinnovabili di energia e annunciare nuovi progetti di sviluppo nell’ambito delle tecnologie per eliminare maree nere e in generale gli effetti delle esplosioni incontrollate dei pozzi petroliferi. Questi gli obiettivi che hanno spinto Susan Hockfield, Presidente del Massachussets Institute of Technology (Mit), e Paolo Scaroni, Amministratore Delegato di Eni, ad incontrarsi nella giornata di ieri, nella sede del Mit di Cambridge, nel Massachussets. Leggi tutto... |
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Lo scorso 22 settembre un attore si è presentato davanti al Congresso degli Stati Uniti, a Washington, per parlare di temi ambientali e per proporre soluzioni eco-sostenibili. L’attore in questione è Kevin Costner, premio Oscar e protagonista di blockbuster hollywoodiani come Balla coi lupi e Robin Hood, ma anche ambientalista convinto e dichiarato. |
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È stato finalmente sigillato, in modo definitivo, Macondo, il pozzo della BP che nel Golfo del Messico ha causato il disastro ambientale più grande degli ultimi tempi e danni economici ad un’intera comunità. Lo ha reso noto la compagnia petrolifera con un comunicato stampa in cui assicura che l'emorragia di greggio è ormai tamponata e in cui si impegna attivamente per contenere in futuro nuove fuoriuscite di petrolio attraverso lo stanziamento di 1 miliardo di dollari. |
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Pensavamo fosse finita o quasi. E invece, mentre si cerca di tamponare i danni ambientali causati dall’incidente della piattaforma della BP, ecco che nel Golfo del Messico si affaccia un nuovo incubo, causato ieri pomeriggio (ore 15.30 italiane) dall’esplosione di una nuova piattaforma, la Vermilion Bay, appartenente alla Mariner Energy. Proprio li, a largo della Louisiana. |
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Nuova spedizione per l’”Arctic Sunrise”. Dopo le gelide temperature dell’Artico, la nave di Greenpeace salpa verso le oleose acque del Golfo del Messico. Tre mesi di spedizione per capire la reale dimensione della catastrofe e indagare sulle vere cause del disastro. Leggi tutto... |
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