Tag:nucleare

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Nuovo incidente nucleare, stavolta in Russia. Ieri, un incendio è scoppiato presso l'Istituto di Fisica Teorica e Sperimentale di Mosca, come ha confermato Serghei Vlasov, portavoce del Ministero Emergenze.

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Scorie nucleari. Un protocollo di intesa per rafforzare la sinergia fra Sogin, Società Gestione Impianti Nucleari, e le imprese costruttrici di impianti nelle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Questo l’accordo siglato dall’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, e dal Presidente di Assistal, Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, Giuseppe Gargaro, che si aggiunge ai quattordici protocolli già siglati da Sogin nel 2011 con le associazioni territoriali di Confindustria, Api, Ance, Lega delle Cooperative e Confcooperative delle provincie interessate dai lavori di bonifica dei siti nucleari, e che prevede 5 linee d’azione: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche e argomenti oggetto di comune interesse.

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Nucleare, guai negli Usa dove ieri è stato chiuso uno dei due reattori della potente centrale nucleare di San Onofre nella California del Sud. Nel tubo di un generatore di vapore è stata rilevata una piccola perdita di acqua, ma l'incidente non genererà alcun rischio né per i lavoratori dell'impianto né per la popolazione. Almeno questo è quanto ha confermato l'operatore dell'impianto, la SCE.

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Ennesima giornata di proteste quella di oggi contro il decreto liberalizzazioni. Continuano a essere fermi i Tir, insieme agli avvocati; dalle 21 di stasera alla stessa ora di domani, poi, partirà anche la protesta del trasporto pubblico, mentre resta in calendario quella dei farmacisti, fissata per mercoledì 1 febbraio. Dopo aver ricevuto la firma di Napolitano, il famoso decreto liberalizzazioni è entrato ufficialmente in vigore, a partire dal 24 gennaio, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma a mettere in allarme gli ambientalisti è la voce “nucleare” del D.L. 1/2012, in cui, tolto questo e messo quello, tagliato qua e cucito là, scomparsi i commi cosiddetti “trivella facile”, appare l’articolo 24 (già 25), “Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari”. Noi lo ribattezziamo “scoria-libera”. Vediamo perché.

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C’è tempo ancora fino al 31 gennaio per mandare i propri documentari e cortometraggi alla seconda edizione dell’Uranium Film Festival che si svolgerà a giugno/luglio a Rio de Janeiro in Brasile. Il Festival è su qualsiasi questione riguardi il nucleare e l’uranio, dalle bombe atomiche ai rifiuti nucleari e come si legge dal sito degli organizzatori “cerca di creare così una consapevolezza. Far circolare materiale indipendente sui rischi di tutta la catena del combustibile nucleare è un passo importante per un futuro senza nucleare. Se le persone sono informate sui rischi del nucleare, probabilmente non permetteranno la costruzione di centrali nucleari o di miniere di uranio”.

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Il decreto sulle liberalizzazioni continua a riservarci sorprese. Dopo le indiscrezioni sugli articoli 16 e 17, che lascerebbero aperta la possibilità di fare trivellazioni petrolifere nelle aree marine protette di prossima istituzione, l’ultimo coniglio dal cappello riguarda il nucleare. O, meglio, le sue scorie radioattive. Se ne stava nascosto tra gli altri articoli che hanno suscitato finora maggiore interesse, il piccolo comma dell’art.25, che, qualora venisse approvato, consentirebbe di realizzare tutte le opere connesse allo smantellamento di tutti i vecchi siti nucleari italiani, a cominciare da Saluggia, dove viene stoccato l’85% dei rifiuti radioattivi italiani, in deroga alle procedure ordinarie.

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Un reattore nucleare è come una donna: basta leggere il manuale e schiacciare il tasto giusto”, dice Homer Simpson, padre dell'omonima famiglia “groeninghiana”, che lavora come ispettore alla sicurezza presso la centrale nucleare di Springfield. E i fatti sembrano dargli piena ragione: è proprio in questo modo che è riuscito più volte a sventare catastrofi nucleari, premendo pulsanti a casaccio sulla propria postazione di controllo. Homer, allora, quando è a lavoro non ha di che preoccuparsi. Meglio sonnecchiare, mangiare una ciambella, discutere con il cervello. E, nell’era del Web 2.0, passare magari ore e ore su internet, saltando da una pagina all’altra per cercare notizie sullo sport, sulla pesca o sul pensionamento o controllando i propri account.

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Una vera e propria moria di foche e trichechi sullo stretto di Bering, in Alaska. E la causa, indovinate un po', potrebbe essere delle radiazioni connesse al disastro nucleare di Fukushima. La National Oceanic and Atmospheric Administration ha trovato inusuale la cosa.

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Non è colpa dei Maya se il mondo finirà. Passiamoci una mano sopra la coscienza. È solo colpa nostra e della scarsa tempestività delle decisioni politiche nella salvaguardia del pianeta. Stiamo letteralmente perdendo minuti preziosi, . Il 'Doomsday Clock', l'orologio che calcola in base ad una serie di parametri tra cui il nucleare e i cambiamenti climatici, quanto vicini siamo alla distruzione della nostro pianeta, è stato spostato dagli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists un minuto in avanti.

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Negli Stati Uniti il ricorso alle energie rinnovabili ha compiuto passi da gigante nel corso del 2011 superando la quota nazioanle di energia prodotta dal nucleare. E’ ciò che si evince dall’ultimo numero della “Monthly Energy Review”, rivista ufficiale pubblicata dall’EIA (U.S. Energy Information Administration), ente indipendente ed imparziale che si occupa della diffusione di dati statistici ed informazioni relative all’ambito dello sfruttamento delle fonti energetiche negli USA.

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Costerà caro, in Francia, mettere in sicurezza le centrali nucleari. Anzi, carissimo. Ci vorranno, per la precisione, tra i 10 e i 15 miliardi di euro per adattare le centrali nucleari ai nuovi standard richiesti dopo gli stress test effettuati in seguito al disastro di Fukushima. Lo rivela il rapporto Évaluations complémentaires de sûreté (ECS), pubblicato dall'Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) d’Oltralpe, che chiede anche la creazione di una "forza di azione rapida per il nucleare", cioè "un dispositivo d'urgenza, da rendere operativo entro la fine del 2014, in grado di inviare sul luogo di un incidente squadre di specialisti e materiali nel giro di 24 ore".

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Nel 2011 in Germania l'energia prodotta da fonti rinnovabili ha superato sia quella proveniente dal nucleare che quella prodotta dal carbone convenzionale. Uno storico sorpasso che avalla con i fatti la decisione dello stato tedesco di abbandonare definitivamente l'atomo entro 2022.

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Ancora guai in quel di Fukushima. Dopo l'ipotesi di trasformare la Tepco in una sorta di controllata dello Stato, all'indomani della richiesta di nuovi fondi da parte della società per risarcire i danni, una relazione sul disastro nucleare ha aspramente bacchettato sia il governo nipponico che il gestore dell'impianto, la Tokyo Electric Power Co.

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Occorrono nuovi aiuti per contrastare i danni connessi al disastro nucleare di Fukushima. E in una nota la Tepco ha reso noto che sono necessari ancora 689 miliardi di yen, circa 8,8 miliardi di dollari, quasi 7 miliardi di euro. Per questo, il ministro giapponese per il commercio Yukio Edano, nei prossimi giorni, inviterà la Tokyo Electric Power, società che gestisce l'impianto danneggiato a causa del terremoto e dell tsunami, ad accettare i fondi pubblici. Che significa? La Tepco verrebbe a questo punto nazionalizzata.

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Un principio d’incendio si è verificato nella mattinata di ieri nel vecchio impianto nucleare di Bosco Marengo, in provincia di Alessandria. Una struttura attualmente in fase di smantellamento, che tuttavia – per qualche  ora – ha fatto temere il peggio.  

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Nel cuore di Fukushima con una mini fotocamera nascosta in un orologio da polso. Sotto le false spoglie di un operaio di una ditta appaltatrice, un giornalista giapponese è riuscito a riprendere per un mese i lavori all’interno della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, documentando le condizioni di lavoro inaccettabili dei lavoratori, l’assenza di verifiche, i battibecchi tra i costruttori Toshiba e Hitachi, che avrebbero tentato di nascondere e insabbiare numerose informazioni.

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Favorire la ricerca sulla fusione nucleare. L'Ue ha dato il via libera lo scorso 13 dicembre al finanziamento di 1,3 miliardi di euro per l'avvio di Iter, (International Thermonuclear Experimental Reactor) nel biennio 2011-2013.

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Si rischiano evacuazioni di massa nei centri abitati situati nei pressi del reattore di Fukushima, danneggiato dal sisma dello scorso 11 marzo. Nonostante siano trascorsi 9 mesi dal tremendo disastro nucleare, la rivista NaturalNews ha confermato che ieri si è rischiato grosso, in quanto il quarto reattore di Fukushima è crollato ed era sul punto di collassare del tutto.

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Nuovo allarme radioattivo in Giappone, dove i problemi legati alla sicurezza nucleare sembrano non aver mai fine: una fuga di acqua contenente materiale radioattivo è infatti stata registrata all'interno di un reattore nucleare in una centrale della Kyushu Electric PowerGenkai, nella prefettura di Saga, nel sud del Paese.

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latte_radioattivo

Non si placano gli effetti del disastro di Fukushima su persone e alimenti che vengono prodotti, lavorati e confezionati in Giappone: dopo aria e acqua, infatti, il rischio si era allargato anche al riso, trovato contaminato dal pericolosissimo cesio 137 radioattivo. E non è tutto, purtroppo. E' notizia di questi giorni che tracce di cesio siano state trovate anche nel latte in polvere per i bambini, prodotto dall'azienda nipponica Meiji. Le quantità riscontrate (fino a 31 becquerel per kg di cesio 134 e 137) sono in realtà inferiori al limite legale, che è di 200 bq per Kg, ma la Meiji ha comunque voluto avvertire i propri consumatori e permettergli di cambiare gratuitamente il prodotto.

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