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Arriva da Los Angeles l'ultima tendenza in fatto di eco-fashion e moda critica. Nella LA Fashion Week il vero protagonista della kermesse che si è tenuta lo scorso marzo nella metropoli californiana, è stato senza ombra di dubbio il riciclo creativo. Così, se hanno fatto scalpore durante le sfilate i bustini di cassette a nastro riciclate creati da Deborah Lindquist, il pezzo forte delle giornate della moda di Los Angeles è stata la nuova linea ideata da EM Reconstructm tutta creata con scarti di tessuti militari riciclati!
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E' l'oggetto hi-tech più amato, odiato e chiacchierato del momento. Di sicuro il più atteso del 2010. E finalmente, sabato scorso l'iPad, l'ultimo gioiello di casa Apple è sbarcato prepotentemente sui mercati (per il momento americani) facendo registrare ben 300mila esemplari venduti in un solo giorno.
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Il concetto di unità artistica, il rifiuto del prodotto industriale senz'anima e la valorizzazione del lavoro manuale, costituiscono il punto centrale di un nuovo programma rivoluzionario. Non deve esistere differenza tra artista e artigiano, anzi la persona dotata di talento artistico deve creare la sua opera secondo una completa interdipendenza tra materiale e tecnica. Tutto questo è DimaniDomani, un marchio d'avanguardia che si pone come must la cura del dettaglio e l'esclusività del capo, il tutto con uno sguardo lucido e attento alla sostenibilità ambientale.
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Il settore moda ha già dimostrato diverse volte l'interesse crescente verso una coscienza ambientalista. Vestiti fai da te, riutilizzo e materie prime ecologiche sono diventate ormai parole d'ordine per gli stilisti e le firme che vogliono essere al passo con i tempi. La conferma arriva dalla Federabbigliamento Roma - Confcommercio che, attraverso le parole del presidente Roberto Polidori, ha espresso parole in favore per questa nuova ondata ecofriendly.
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Chi l'ha detto che l'eleganza e l'etica non vanno d'accordo? Per molto tempo siamo stati abituati a pensare che le scelte di sostenibilità e di acquisto consapevole fossero legate indissolubilmente a uno stile semplice, quasi grezzo... un non-stile insomma. Buono, naturale e sostenibile ma non proprio fashion. Ma non è così. La moda critica è una realtà che si va affermando sempre di più negli ultimi anni, grazie a designer e stilisti pieni di inventiva e con un'anima green, che hanno fatto dei tessuti naturali e dei materiali di recupero il fondamento di una moda vivace e di carattere. E anche elegante. Quindi, se non avete ancora deciso cosa indossare per il veglione di domani, ecco qualche dritta dell'ultimo minuto per sorprendere tutti con qualcosa di decisamente originale.
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Nonostante il successo di iniziative come Porta la sporta e la prospettiva imminente della messa al bando delle attuali buste di plastica, la percentuale di persone che fanno la spesa utilizzando il proprio shopper è ancora troppo esigua.
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Che Hello Kitty sia stata ed è un simbolo non è di certo una novità, ma che la famosa gattina possa essere stata realizzata in alluminio riciclato è sicuramente una novità. Così, alla veneranda età di 35 anni, tra l'altro celebrati a livello globale e in svariate maniere, Hello Kitty è entrata anche lei nelle mondo del sostenibile grazie all'idea di una designer, Christine Esposito.
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E' antibatterica, anallergica, impermeabile e chiaramente eco-friendly. E' Tie-ups la nuova cintura eco-compatibile che dal Giappone è arrivata anche in Italia con l'intenzione di rivoluzionare il mondo degli accessori.
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Che i momenti bui costituiscano un humus fertile per la creatività e la fantasia è cosa nota "bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante", diceva il buon vecchio Shopenauer. Sarà stato dunque forse il clima di crisi seguito al tracollo finanziario globale del 2008 che ha travolto l'Islanda trascinandola alla bancarotta ad ispirare l'opera di uno dei suoi product design che, dato l'estro, pare destinato a far parlare ancora molto di sé: Hafsteinn Juliusson. Probabilmente alla Iceland Academy of the Art saranno più o meno abituati alla furia creativa dell'irriverente studente Juliusson: incursioni notturne al Reykjavik Museum in puro stile situazionista, soft-drink al timo artico, patatine di carta contro l'obesità (commestibili ed a zero calorie), sgabelli muniti di cinque gambe...E' però l'ultima sua bizzarra creazione, un progetto presentato come tesi di laurea, ad aver portato il suo nome alla ribalta internazionale: la Growing Jewelry.
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E' possibile seguire le tendenze della moda senza spendere un capitale e con un occhio di riguardo all'ambiente? Di sicuro, è difficile resistere alla tentazione di rinnovare dalla A alla Z il guardaroba soprattutto da quando il mondo della moda si è buttato nel business dell'eco-fashion proponendo soluzioni eco-chic che vanno dai jeans in cotone biologico agli abiti fatti con il bambù alle scarpe realizzate con la canapa.
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Basta con l'eco-lusso: il monito arriva dagli Stati Uniti, dove una nuova corrente di pensiero sostenibile dice NO alle tendenze che hanno trasformato l'ambientalismo in una moda per soli ricchi. Ci eravamo interrogati sull'argomento già qualche tempo fa, prendendo come spunto un sondaggio condotto in Inghilterra. Torniamo a farci la stessa domanda partendo dalla ricerca del Grail Reasearch riportata qualche giorno fa dal Washington Post, dove emerge che il 69% degli americani ritiene i prodotti bio al di fuori della propria portata.
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Solitamente quando si parla di auto ecologiche l'associazione mentale più facile è quella di prodotti rispettosi per l'ambiente ma anche piuttosto spartani e con una gamma di optional piuttosto limitata. Non è affatto così invece per una casa americana la Fisker. Questo marchio non è molto conosciuto all'interno dei confini nazionale e solo da pochi giorni, con il lancio del sito europeo consultabile anche in italiano, addetti ai lavori e non stanno conoscendo questa realtà.
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Snowboarder, surfisti , skaters rigorosamente discepoli del green se siete alla ricerca di un capo eco-friendly ma che allo stesso tempo mantenga le sue caratteristiche tecniche non allarmatevi: i vostri brand preferiti, diventati un must anche in città, non solo sono in perfetta linea con le nuove tendenze eco della moda 2009, ma tutti impegnati in progetti dedicati a salvaguardare il nostro pianeta.
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Torniamo a parlare di riciclo creativo e torniamo a parlare di geek-jewelry, l'arte di creare gioielli riutilizzando vecchi componenti del PC in grado di sintetizzare alla perfezione tecnologia e rispetto per l'ambiente contribuendo a ridurre i rifiuti cosiddetti RAEE.
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Le donne, quando si tratta di pelle, pensano spesso che se vogliono ottenere dei risultati devono scegliere creme e soluzioni super tecnologiche, associando il concetto di efficacia solo ed esclusivamente con formulazioni che guardano alla tecnologia e non alla natura. Ma come ci teniamo sempre a precisare, si può essere belle e scegliere prodotti naturali senza per questo dover rinunciare alla loro efficacia. E da oggi c'è un motivo in più per crederlo: la BIOSTHETIQUE Paris ha integrato la linea NATURAL COSMETIC - finora disponibile solo come cura di lusso per i capelli - con una serie completa di trattamenti per la pelle.
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Pubblicità d'impatto, abiti che 'pensano' in verde, shopping alternativo. Il tutto per rispettare il Pianeta ormai malato, La moda è solo superifcialità e frivolezza? Guai ad affermarlo perché mai come quest'anno la 76a edizione di Pitti Uomo inaugurata martedì scorso, si presenta ricca di spunti e di pensieri eco-friendly. Ne abbiamo scelto tre esempi.
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Non siamo collezionisti di jeans ma quel paio di Levi's, anche se ormai passato di moda, di 3 taglie più grande e ovviamente usato e strausato proprio non riuscitamo a buttarlo via. Giace in fondo all'armadio come ricordo di storia del mitico denim, aspettando un 'evento (magari un party anni 80) in cui riadattarlo e finalmente re-indossarlo. Un'alternativa e soprattutto un' ottimo modo per ridurre l'impatto sull'ambiente del commercio della moda, ce la fornisce la stessa Levi's che ha ridato vita ai vecchi jeans riutilizzandoli come tessuto per le eco-sneackers della nuova collezione Levi's Red Tab.
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Sexy, irrinunciabile. Nonostante i suoi sessant'anni. E' il 1946 e Louis Reard è ben cosciente che la sua ultima creazione, un piccantissimo costume da bagno due-pezzi che lascia addirittura scoperto lo stomaco, avrebbe innescato una vera e propria bomba nell'opinione e nella morale pubblica. E così fu. Osteggiato, bandito, chiacchierato, l'audace e ridottissimo indumento diviene nel tempo, complici le apparizioni stringate e, per l'epoca, osè di star come Marilyn, Rita Hayworth, Brigitte Bardot, Ursula Andress, l'icona della femminilità e della sensualità. Sempre attuale e sempre all'avanguardia, oggi il Bikini, nome che gli fu ironicamente assegnato dal suo creatore rievocando gli esperimenti U.S.A. con bombe all'idrogeno nell'atollo di Bikini in Micronesia per l'appunto, si riscatta da questo nefasto ricordo storico e si fa portavoce del rispetto e dell'amore per l'ambiente.
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Dal celebre Coachella Festival, alle passerelle delle eco-fashion weeks d’oltreoceano, la tendenza green style per l’estate arriva dritta dritta dall’armadio della nonna.
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