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esplosione Deepwater Horizon

Domani ricorrerà l'anniversario del disastro petrolifero più grave di tutti i tempi. Era infatti il 20 aprile del 2010 quando l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon causò uno sversamento di petrolio in mare senza precedenti nel Golfo del Messico di cui ancora oggi si stanno pagando le conseguenze. Ad un anno esatto dalla catastrofe Greenpeace porta alla luce "gli scheletri nell'armadio", la "storia segreta" dell'incidente pubblicando sul sito web "PolluterWatch" un dossier di 30 mila pagine in cui emergono i tentativi del Governo americano e della BP di ridimensionare la portata del disastro.

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deepwater_Horizon_movie

Il dramma ambientale provocato dalla marea nera del Golfo del Messico dello scorso anno diventerà presto un film. A produrre la pellicola sarà la Summit Entertainment, con la partecipazione finanziaria della Participant Media, che racconterà l’incidente avvenuto sulla piattaforma Deepwater Horizon che ha causato il disastro ambientale più grande del mondo, concentrandosi sui drammatici eventi che hanno portato alla perdita del greggio, alla morte di undici peratori e all’inquinamento dell’intero tratto costiero.

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wikileaks

Wikileaks, l’organizzazione internazionale fondata nel 2006, che riceve da fonti anonime, documenti di carattere governativo o aziendale coperti da segreto di stato per poi caricarli sul proprio sito web e che ha fatto tremare in questi mesi i governi di tutto il mondo, colpisce ancora!

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BP_risarcimento_danni

La British Petrolium continua a far parlare di sé: l’amministrazione Obama ha infatti deciso di portare in tribunale la compagnia petrolifera, che  - come ricorderete – lo scorso aprile ha provocato la marea nera nel Golfo del Messico, la catastrofe ambientale più grande di tutti i tempi.

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Halloween

Halloween è, ormai, alle porte. Ecco allora un costume veramente vicino all'ambiente con il quale potrete stupire e, perché no, sensibilizzare tutti gli invitati della vostra festa in maschera. Si tratta di un travestimento quanto mai al passo con i tempi, quello delle persone che ogni giorno si impegnano a pulire la marea nera nel Golfo del Messico. Sicuramente, vestiti così, non passerete inosservati.

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Basciano

Finalmente, dopo tante brutte notizie che l’hanno vista protagonista nei mesi scorsi, la British Petrolium fa parlare di se per una buona causa.  Sì, perché la BP Solar, la divisione della British Petrolium dedicata alle energie solari, uno dei più grandi leader nel settore del fotovoltaico – ha realizzato e inaugurato ieri due nuovi impianti solari da 1 MW ciascuno in Abruzzo, uno nel comune di Cupello, in provincia di Chieti, l’altro a Basciano, nel teramano.

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costner_audizione

Lo scorso 22 settembre un attore si è presentato davanti al Congresso degli Stati Uniti, a Washington, per parlare di temi ambientali e per proporre soluzioni eco-sostenibili. L’attore in questione è Kevin Costner, premio Oscar e protagonista di blockbuster hollywoodiani come Balla coi lupi e Robin Hood, ma anche ambientalista convinto e dichiarato. 

marea_nera-golfo-messico

È stato finalmente sigillato, in modo definitivo, Macondo,  il pozzo della BP che nel Golfo del Messico ha causato il disastro ambientale più grande degli ultimi tempi e danni economici ad un’intera comunità. Lo ha reso noto la compagnia petrolifera con un comunicato stampa in cui assicura che l'emorragia di greggio è ormai tamponata e in cui si impegna attivamente per contenere in futuro nuove fuoriuscite di petrolio attraverso lo stanziamento di 1 miliardo di dollari.

tartaruga_petrolio

Ancora conseguenze legate al disastro della marea nera nel Golfo del Messico. Ieri Greenpeace, che si trovava nei pressi della costa del Mississipi in seno ad una spedizione di tre mesi per valutare le conseguenze del disastro a bordo dell’Arctic Sunrise, ha notato del petrolio proveniente dal disastro della Deepwater Horizon sulle spiagge dell’Isola di Horn.

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Macondo_marea_nera_golfo_messico

È stato finalmente chiuso e sigillato "definitivamente" il pozzo Macondo della Bp, da cui in soli cinque mesi sono fuoriusciti quasi cinque milioni di barili di petrolio. Secondo le autorità di controllo quindi la piattaforma della compagnia petrolifera non costituirà più una minaccia, né per l’uomo, né per l’ambiente.

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Pensavamo fosse finita o quasi. E invece, mentre si cerca di tamponare i danni ambientali causati dall’incidente della piattaforma della BP, ecco che nel Golfo del Messico si affaccia un nuovo incubo, causato ieri pomeriggio (ore 15.30 italiane) dall’esplosione di una nuova piattaforma, la Vermilion Bay, appartenente alla Mariner Energy. Proprio li, a largo della Louisiana.

arctic

Nuova spedizione per l’”Arctic Sunrise”. Dopo le gelide temperature dell’Artico, la nave di Greenpeace salpa verso le oleose acque del Golfo del Messico. Tre mesi di spedizione per capire la reale dimensione della catastrofe e indagare sulle vere cause del disastro.

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marea_nera_static_kill

Alle ore 16.15 italiane BP ha iniziato a cementare il pozzo fallato nel Golfo del Messico. E' la fine dell'incubo iniziato il 20 aprile con l'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon?

Statik_kill

Oggi dovrebbe essere il gran giorno di “Static Kill”, la fase preliminare dell'operazione con la quale Bp promette di chiudere definitivamente la falla del pozzo che da 105 giorni sta iniettando petrolio nei mari del Golfo del Messico e causando il più grave disastro ambientale di tutti i tempi.

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blitz_greenpeace_stazioni_BP

A partire dall'alba di questa mattina, squadre di attivisti Greenpeace UK hanno costretto alla chiusura ben 47 stazioni e punti di rifornimento della British Petrolium in tutta Londra, responsabile del disastro ambientale provocato nel golfo del Messico dalla marea nera.

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trivellazioni_BP_mar_mediterraneo

Ci risiamo. Dopo il disastro della marea nera nel Golfo del Messico, la BP non finisce più di stupire e annuncia nuove trivellazioni, questa volta nel Mar Mediterraneo, a largo della Libia, esattamente nel golfo libico della Sirte, che dista solo 500 chilometri dalla coste della nostra Sicilia.  

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uragano_bonnie_marea_nera

Piove sempre sul bagnato, perché – si sa – le sciagure non arrivano mai sole: dopo il dramma ambientale nel Golfo del Messico provocato dalla marea nera, con risvolti pesanti sulla salute e sull’economia locale, arriva oggi una nuova minaccia già ribattezzata Bonnie, una tempesta tropicale che potrebbe trasformarsi in un uragano.  

nuova_falla_marea_nera_golfo_messico

La drammatica situazione della marea nera nel Golfo del Messico sembrava essere ad un punto di svolta, verso un miglioramento e invece, dopo appena tre giorni dall’installazione del nuovo tappo, ecco un’altra cattiva notizia: si sarebbe aperta una nuova falla, nei pressi di Macondo, che rischia ancora una volta di far precipitare tutto.

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marea_nera_tappo_funziona

Dopo ben 13 settimane dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, che ha provocato il riversamento in mare di 60.000 barili di petrolio, con danni irreversibili per la flora, la fauna, la salute e l’economia dell’intera zona del Golfo del Messico, sembra che la BP abbia finalmente trovato una soluzione definitiva per evitare l’espandersi del disastro ambientale: sembra infatti dai test effettuati che la nuova cupola installata nei giorni scorsi sia riuscita a chiudere la falla bloccando tutta la fuoriuscita di greggio.

nuova_cupola_Bp

Ieri sera la Bp ha installato il nuovo tappo sulla falla petrolifera che sta provocando il più grande disastro ambientale della storia degli Stati Uniti. Si spera ora che la nuova copertura riesca finalmente e per la prima volta ad arginare la marea nera che da 84 giorni continua a riversarsi nelle acque del Golfo del Messico.

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