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Giuseppe Iasparra

Giuseppe Iasparra

Oltre che netturbino anche giornalista. Giuseppe Iasparra, alias Il netturbino, è laureato in Giornalismo e Mass-media dal 2006. Occupandosi di rifiuti potrebbe essere stufo di dover scriver ancora sullo stesso tema... invece no!

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Parte da Roma, sabato 13 aprile, lo “SpazzaTour” de L’Ambiente SI Nota. Si tratta di un'iniziativa itinerante che coinvolge le maggiori ecoband italiane, testimoni del progetto promosso dall’Associazione Pentapolis e finalizzato alla diffusione della cultura della sostenibilità attraverso la musica. Un vero e proprio tour di “ecoconcerti” che porterà in giro per l’Italia i più importanti gruppi italiani che suonano strumenti realizzati con materiali di riciclo.

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Nei giorni scorsi la mia attenzione è stata attirata dalla notizia di Tubby, un labrador nel Galles che è entrato nel Guinness dei primati per aver raccolto più di 25mila bottiglie di plastica PET in sei anni. L'efficacia della raccolta selettiva fatta da Tubby devo dire che mi ha sorpreso. Mi sono chiesto: “I nostri amici a quattro zampe potrebbero diventare dei concorrenti rendendo superata la figura del netturbino bipede?”.

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In occasione della giornata mondiale dell’acqua (venerdì 22 marzo) Legambiente e Altreconomia presentano Acqua in bottiglia, un dossier che svela tutte le pecche di un vizio tutto italiano. La ricerca fornisce alcuni numeri sul settore delle acque imbottigliate: un giro d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali; l’uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l’immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2.


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Esaurito, esausto, basta, non ce la fa più. Non è detto, ci provo ancora. Lancio una stampa in modalità bozza. Niente da fare, è ora di sostituirlo. Dove lo butto? E' la prima volta che mi trovo per le mani un rifiuto di questo tipo. Basta uno sguardo e capisco che quest'oggetto tutto nero, simile ad un grosso proiettile, non ha proprio l'aria di essere conferito nel tradizionale cassonetto. Controllo sul rifiutologo e trovo la conferma. Toner e cartucce per stampanti vanno conferiti all'ecocentro.

Automezzi per la raccolta senza gasolio, rifiuti per strada. Sembra questo lo scenario che si prospetta a causa del rinvio a luglio del pagamento della Tares (il nuovo tributo che sostistuisce Tarsu/Tia). A raccogliere il grido d'allarme è stato il Sole 24 Ore che in un articolo di qualche giorno fa titolava: "Raccolta rifiuti, rischio paralisi in tutta Italia".

"Il corto-circuito degli incassi - scrive il quotidiano - sta già determinando in queste settimane la paralisi amministrativa nella gestione ambientale delle città italiane, e nelle prossime settimane rischia di moltiplicare i casi dell'emergenza rifiuti". A complicare la situazione ci saranno anche le nuove regole che prevedono pagamenti solo con l’F24 o il bollettino postale, in questo modo i pagamenti fatti con i Rid automatici o attraverso le bollette uniche per servizi diversi rischiano di saltare.

...



Bologna conferma la stretta sui rifiuti abbandonati. In un precedente post vi avevo parlato dell'accordo tra Comune e Corpo provinciale delle Guardie ecologiche per un servizio di vigilanza ecologica sul territorio comunale che ha come oggetto di controllo i rifiuti.



Leonia, la città invisibile di Calvino “rifà se stessa tutti i giorni” ed è ricoperta dai propri “scarti d’ieri”. La descrizione della città calviniana in alcuni casi non è poi così lontana dalla realtà. Tornano alla mente le immagini di Napoli un paio di anni fa oppure le recenti foto di altre emergenze rifiuti meno famose (l'ultima in ordine cronologico a Foggia). Eppure esiste anche un'altra Italia, fatta di amministrazioni e persone che hanno provato a mettere in discussione il modello di gestione dei rifiuti ripensandolo secondo quella gerarchia indicata dall'Unione Europea che pone al primo punto la riduzione.


Per Il netturbino è un po' come Capodanno... mentre vi scrivo mancano infatti 5 minuti all'inizio della quarta edizione della SERR. E rimanendo in tema "Capodanno" devo dire che quest'anno la Settimana ha fatto il botto: sono 5.261 le azioni validate della quarta edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti in programma dal 17 al 25 novembre. C'è quindi voglia di ridurre i rifiuti! L'augurio è che non sia solo per una Settimana ma l'impegno si trasformi in una sana abitudine durante tutto l'anno. Ops... è passata la mezzanotte, è sabato: Buona Settimana a tutti!


Mantengo la promessa fatta nei precedenti post e anche stavolta vi parlo di altri "tesori" ritrovati in fondo al mare. Il tesoro in questione sono rifiuti plastici che se correttamente conferiti potrebbero essere in buona parte riciclati senza andare a depositarsi in fondo al mare. Dopo l'Oceano Pacifico, il Mar Mediterraneo, l'ultima segnalazione arriva dal Mare Artico. La notizia è di qualche giorno fa: attraverso una speciale apparecchiatura fotografica chiamata Ocean Floor Observation System (OFOS), alcuni scienziati hanno osservato le condizioni del fondo marino ad Hausgarten, un ''osservatorio'' del Mare Artico che si trova nello stretto di Fram, tra la Groenlandia e l'arcipelago norvegese delle Svalbard.


Cari lettori oggi vi propongo una notizia che ha destato la mia attenzione (e confesso anche un po' di preoccupazione). In passato vi avevo già parlato della presenza della plastica in mare e del già famoso Plastic Vortex dell'Oceano Pacifico. Torno sull'argomento con alcuni dati allarmanti pubblicati dall'Università di Siena: "E’ a un livello allarmante la presenza di microplastiche nel mar Mediterraneo, anche nell’area protetta del Santuario dei Cetacei: il valore medio, 0,62 particelle di microplastica per metro cubo, è simile a quello riscontrato nelle isole di spazzatura che galleggiano nell’Oceano Pacifico. I maggiori livelli riscontrati sono nel mar Ligure, con una presenza 7 volte superiore rispetto al Mar di Sardegna".

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