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Non era un nubifragio... e non si chiamava Cleopatra! Il parere di Luca Lombroso

http://www.romaitalialab.it/pioggia-di-stelle-per-il-natale-di-roma/
In questi giorni a Roma parlare del tempo non è un modo banale di riempire un vuoto nelle conversazioni: lunedì la città ha aspettato il passaggio della tanto attesa perturbazione “Cleopatra” che avrebbe dovuto portare un pericoloso nubifragio. Su avvertimento delle autorità, molte persone non sono uscite, e c'è chi ha chiesto di lavorare da casa o ha rimandato impegni: la giornata è stata invece soleggiata, con qualche nuvola e pioggia leggera sparsa durante il giorno, con una burrasca in tarda serata. Insomma, niente a che vedere con l'alluvione dello scorso anno, né tanto meno catalogabile come “fenomeno atmosferico estremo”. Come è potuto succedere?

Alcuni sostengono che lo stato di allerta sia stato comunque giustificabile con il principio di precauzione, secondo il quale di fronte a un rischio, seppur non certo, è opportuno agire in maniera da cautelarsi. I social network si schierano compatti nello sbeffeggiare l'accaduto: “#EventoestremoaRoma – scrive Mario_26 – si aggira per la capitale #Alemanno a spargere sale, ditegli che l'acqua ancora non bolle”, “Sono convinto che se non piove nemmeno stasera, Alemanno farà alzare in volo i Canadair”, dice Numa_Pompilio, mentre Zork chiede su Facebook una legge che “quando il tempo è così, vieti di uscire di casa, anzi di uscire proprio dal letto. Soprattutto se si tratta di recarsi al lavoro”.

Certo è che, in tempi di cambiamenti climatici, è essenziale poter far affidamento su un servizio meteorologico attendibile per evitare casi di procurato allarme e sapere invece cosa fare quando l'allarme risulti reale. Abbiamo chiesto il parere di Luca Lombrosometeorologo e divulgatore ambientale.

D: I cittadini di Roma erano stato avvertiti di non uscire di casa se non necessario a causa di un previsto un nubifragio che sarebbe dovuto durare delle ore, invece abbiamo avuto una giornata di sole, con qualche pioggia sparsa e una burrasca a sera. Com'è stato possibile sbagliarsi così tanto?
R: Non sono state sbagliate le previsioni, sono state date in modo sbagliato. Non so se la protezione civile avesse dei dati diversi dai miei, ma questa non era una delle perturbazioni più terribili. Quello che è successo forse è che in questo caso c'è stato un po' la volontà di tutelarsi troppo.

D: Forse la città di Roma è un po' traumatizzata dall'alluvione dell'ottobre 2011...
R: Una situazione come quella dell'anno scorso potrebbe ricrearsi in ogni perturbazione intensa: l'allagamento urbano è un fenomeno comune, basta una pioggia intensa e una strada stretta. In Italia nel 2011 ci sono stati quasi tutti i mesi dei fenomeni di allagamenti urbani. Sarà sempre così, probabilmente con un intensità maggiore nei prossimi anni come conseguenza del cambiamento climatico. Quella che manca è una cultura sull'allerta meteo: non si sa cosa sia un allarme, chi è il responsabile di mettere tutti in allerta, come comportarsi, quali sono i canali di informazione ufficiale, etc... Ma certo, su questo non si può rimediare in un giorno.


D: Tra l'altro, mi chiedo chi ha il compito di dare i nomi ai fenomeni atmosferici: chi ha battezzato Cleopatra?
R: I nomi dei cicloni tropicali hanno delle regole ben precise, perché devono essere indicati chiaramente e riconosciuti in modo univoco anche se il ciclone attraversa diverse nazioni. Per le normali perturbazioni del Mediterraneo non c'è questa necessità: c'è un ente Dipartimento di Meteorologia dell'Università di Berlino dà normalmente i nomi; la perturbazione di lunedì si chiamava Regula. Il nome Cleopatra sembra sia partito da ilMeteo.it, ma non è usato dai meteorologi.

D: Ma allora a chi ci dobbiamo affidare per le previsioni del tempo?
R: In Italia manca un'agenzia nazionale centralizzata con strutture locali. C'è solo un dipartimento della Protezione Civile e alcune agenzie regionali. E' difficile districarsi in questo panorama: sullo stato della meteorologia in Italia consiglio di vedere questo video. Ognuno dovrebbe cercare di individuare un suo “meteorologo di fiducia” con dei siti professionali. Tra l'altro, temo che quando arriveranno delle perturbazioni serie, che probabilmente ci saranno nel futuro, non saremo presi sul serio.

Previsioni per sabato e domenica prossima? A Roma arriverà di nuovo il caldo. Parola di Luca Lombroso.

Veronica Caciagli
Twitter: @VeronicaClima
Facebook: VeronicaClima 

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@VeronicaClima su Twitter e Facebook: la mia mission è quella di contribuire ad accelerare la transizione a un futuro low carbon e vincere la sfida del clima. Al momento mi occupo principalmente di comunicazione online e social media specializzata per aziende della green economy. Nel 2011 ho contribuito a fondare l'Italian Climate Network, il movimento italiano per il clima... per il profilo completo, visita www.veronicaclima.it!

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Ospite 23 Ottobre 2014

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