Creato Mercoledì, 01 Aprile 2009 03:02 Scritto da Francesca Benedetti
Il turismo è attualmente una delle principali attività economiche nel mondo. Fin dagli anni '60 fu ritenuto da molti economisti e uomini politici un'opportunità eccezionale per i paesi più poveri: sembrava il modo più semplice per importare valuta pregiata e creare posti di lavoro utilizzando ciò di cui si disponeva nel proprio paese. La presa di coscienza che il turismo può essere dannoso è, peraltro, relativamente recente, poiché a lungo è stato considerato, con grande superficialità, una "smokeless industry", un'industria senza ciminiere in grado di generare una ricchezza "pulita".
Esso è allora apparso come un fenomeno ambivalente che può potenzialmente contribuire al raggiungimento di obiettivi socio-economici e culturali, ma che può, allo stesso tempo, essere causa di un forte degrado ambientale e della perdita delle identità culturali locali. Considerando quindi che il turismo ha spesso avuto e continua ad avere effetti molto negativi su ambienti, culture, economie specie dei paesi del Sud del mondo, è fondamentale che siano stabiliti dei limiti per cercare di favorire un vero rispetto delle diversità culturali e una disponibilità di adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri. Tutto ciò è possibile attraverso il turismo responsabile, "turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture, che riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio", secondo la definizione data dall'Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR).
Leggi bene ciò che segue, il viaggiatore responsabile potresti essere tu!
Vademecum del viaggiatore responsabile :
Tutto questo per far sì che il turismo diventi un ulteriore stimolo per lo sviluppo umano ed economico di paesi meravigliosi che hanno un gran bisogno di aiuto e allo stesso tempo uno strumento di miglioramento umano e culturale per tutti coloro che decideranno di sperimentarlo, stimolando maggior rispetto e crescita nell'attenzione verso i numerosi problemi dei paesi ospitanti, specie se si tratta dei paesi più poveri. E allora...pronti? Zaino in spalla: si parte!!!!!
Anche perché, come dice il turista per caso Patrizio Roversi "se vado in un posto devo avere contatti con quel luogo, altrimenti resto a casa a guardare le cartoline".
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