Il fenomeno dei farmers market, o mercato del contadino, è in netta crescita, complici sia la crisi economica, che spinge i produttori ad ingegnarsi e a cercare nuovi canali di distribuzione, che la sempre maggiore consapevolezza dei consumatori, che tendono a prediligere la filiera corta per “conoscere” i cibi che portano in tavola. Si consolida così un rapporto diretto, basato molto spesso sulla fiducia, tra chi produce e chi consuma, con notevoli vantaggi per entrambi, oltre che per l’ambiente.
Ecco ad esempio 5 motivi per cui si dovrebbe scegliere di fare la spesa dal contadino:
Il rapporto diretto tra produttore e consumatore garantisce che quello che si acquista sia un alimento davvero fresco, che non ha dovuto attraversare un numero indefinito di passaggi intermedi prima di finire nella sporta della spesa. Alla freschezza si aggiunge poi la stagionalità, per aiutarci a riacquisire la consapevolezza che non tutti i prodotti sono disponibili in qualsiasi momento dell’anno, ma che ciascuno di essi ha un proprio ciclo naturale. Una consapevolezza che, nella cultura dell’abbondanza indifferenziata che domina i reparti ortofrutticoli dei supermercati, rischia davvero di perdersi.
Acquistare a km zero, presso un’azienda agricola del proprio territorio, significa anche valorizzare la tipicità dei prodotti, contribuendo a proteggere la biodiversità e a salvaguardare la tradizione culinaria locale. Imparare a conoscere meglio gli alimenti, con le loro particolarità e caratteristiche, permette infatti di farne anche un uso migliore in cucina.
Conoscere personalmente chi vende i prodotti consente al consumatore di avere precise garanzie riguardo alla qualità e alla freschezza di quanto porta in tavola, approfondendo la propria comprensione dei metodi di produzione e avendo la possibilità di sapere con certezza se pesticidi e additivi chimici sono stati effettivamente messi al bando.
Come anticipato, filiera corta e km 0 comportano anche vantaggi tangibili per l’ambiente, determinando un netto risparmio di energia. Acquistando direttamente dal contadino, infatti, gli imballaggi e il trasporto a lungo raggio delle merci diventano inutili: eliminare questi due passaggi implica una notevole riduzione delle emissioni di CO2, oltre che della quantità di rifiuti prodotti.
Alla netta riduzione dei costi ambientali si accompagna l’abbattimento dei costi economici legati al packaging, al trasporto e al tradizionale sistema di distribuzione delle merci. Ne consegue che il prezzo finale degli alimenti è più trasparente per chi acquista, non essendo gravato da una serie non meglio definita di passaggi intermedi, e più equo per chi vende.
Lisa Vagnozzi
Leggi anche la nostra guida sui farmers market
ci sono anche cooperative che vogliono vendere al cittadino...ad esempio come la mia.....produciamo olio maggiormente ma non solo
I contadini però, vendono i loro prodotti al margine dei mercati normali con prezzi molto più alti dei prodotti biologici.
il mercatyo in questo modo sia morto sul nascere.