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asteroide_2040

Un altro asteroide minaccia la Terra. Un incubo sopra le nostre teste. Si chiama 2011 AG5 e ha una su 625 possibilità di colpire il pianeta tra 30 anni, precisamente il 05 Febbraio del 2040, dando il via a un vero e proprio scenario apocalittico. Lo hanno individuato nel Gennaio del 2011 dall’osservatorio di Mount Lemmon Survey di Tucson, in Arizona, utilizzando un telescopio da 60 pollici, e ora gli esperti del Nasa Jet Propulsion Laboratory di Pasadena spiegano che 2011 AG5, grande circa 140 metri di larghezza, nel 2040 passerà a una distanza ravvicinata dal Pianeta blu e un eventuale impatto potrebbe essere devastante.

La sua orbita lo porta lontano, oltre quella di Marte, con un punto più lontano dal Sole di quasi due unità astronomiche, cioè circa 300 milioni di chilometri e il punto più vicino intorno a 120 milioni di chilometri. Ma tra 28 anni potrebbe intersecare quella terrestre. Per questo 2011 AG5 è stato classificato nell'Impact Hazard Scale Torino come 1, che identifica i passaggi ravvicinati alla Terra che non mettono in pericolo l'esistenza umana, ed è l’oggetto che attualmente ha le possibilità più elevate di colpire la Terra.

Lo conferma anche Detlef Koschny della divisione missioni nel sistema solare del centro Estec dell’Esa a Noordwijk (Olanda): “2011 AG5 è l’oggetto che, secondo le valutazioni odierne, ha le più alte probabilità di impattare con la Terra nel 2040. Tuttavia –prosegue l’esperto- finora abbiamo studiato bene soltanto la metà della sua orbita, quindi non abbiamo una completa sicurezza sulle conclusioni alle quali ci hanno portato i calcoli”. Rientra dunque nella nutrita flotta di 8.744 corpi pericolosi per il nostro pianeta (Neos). Ma, come sempre, le stime potrebbero cambiare.

Anche perché sarà necessario attendere prima di poter osservare l’asteroide. Nel settembre 2013 avremo l'opportunità di fare ulteriori osservazioni di 2011 AG5, quando "si avvicinerà di 91 milioni di miglia (147 milioni di chilometri) alla Terra", ha detto Don Yeomans, direttore del NASA Near-Earth Object Program Office del Jet Propulsion Laboratory. "Sarà l'occasione per osservare questa roccia spaziale e indicare più precisamente la sua orbita". Queste osservazioni saranno molto importanti per valutare le reali possibilità d’impatto.

Per questo, la NASA, nella persona dell’amministratore Charles Bolden, invita alla calma. "Per via dell'estrema rarità di un impatto con un asteroide di queste dimensioni, ci aspettiamo che in futuro saremo in grado di ridurre in modo significativo o escludere del tutto ogni probabilità di impatto". Insomma, c’è ancora tanto tempo per passare ad una fase operativa, assicurano gli esperti.

Roberta Ragni

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Commenti   

 
Rodolfo Calanca
+1 #1 Rodolfo Calanca 2012-03-29 17:07
Il messaggio è per la dott.ssa Roberta Ragni che si è occupata dell'asteroide 2011 AG5. Oggi ci sono dei nuovi interessantissimi sviluppi grazie agli studi del prof. Aldo Vitagliano, dell'Università Federico II di Napoli, che ha formulato alcune interessantissime ipotesi su questo asteroide.
L'abstract dell'articolo apparso sulla nostra webzine "Astronomia Nova" di aprile 2012,

Sommario. Recentemente si è parlato molto sui media dell’asteroide 2011 AG5, stimato di circa 140 m di diametro, in seguito ad una sua non trascurabile probabilità di collisione con la Terra nel Febbraio 2040. La possibilità di questo evento è legata ad un avvicinamento alla Terra il 3 Febbraio 2023, ad una distanza di 1,86 +/- 0,24 milioni di km, che produrrà una lieve contrazione dell’orbita dell’asteroide. Se la effettiva distanza dell’avvicinamento cadesse entro una ristretta e ben definita finestra, larga 370 km e centrata a 1.838.260 km dalla Terra, allora l’orbita del corpo subirebbe la esatta “correzione” necessaria ad avere come bersaglio il nostro pianeta 17 anni (10 orbite) più tardi, il 5 Febbraio 2040. Poiché l’incertezza sulla effettiva posizione dell’asteroide si propaga in modo essenzialmente monodimensionale lungo la traiettoria, non solo è possibile stimare la probabilità di un impatto (circa 1/500), ma è anche possibile prevedere quale sia il “corridoio” geografico, relativamente ristretto, entro il quale un tale impatto potrebbe avvenire.

il link all'articolo: eanweb.com/.../...,
cordiali saluti, Rodolfo Calanca
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