Oli esausti: dove buttare l’olio della frittura senza friggere l’ambiente. Ce lo spiega CONOE |
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| Venerdì 29 Aprile 2011 10:44 Scritto da Serena Bianchi | |||||
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Dalle patatine fritte alle verdure sott’olio, dalla cotoletta alla milanese al tonno in scatola, oli e grassi esausti che rimangono in padella dopo la cottura o nella scatoletta comprata al supermercato, danneggiano l’ambiente se smaltiti nel modo sbagliato. Per capire meglio come e dove buttare l’olio della frittura ci siamo rivolti al CONOE, il Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento Oli e grassi vegetali ed animali Esausti.
Sono gli oli e i grassi di frittura, quelli per la conservazione delle verdure o pesce ed eventuali altri assimilabili. Questi oli non possono essere buttati nel lavandino per quattro, semplici ragioni. Lo scarico degli oli esausti comporta, infatti, delle gravi conseguenze ambientali: a) intasamento delle reti fognarie con i conseguenti costi di manutenzione
Il rifiuto deve essere conferito alle isole ecologiche comunali qualora non sia attivata la raccolta differenziata. I rifiuti urbani, infatti, sono una privativa comunale. Il Consorzio, invece, è preposto al ritiro del rifiuto dalle attività professionali (ristoranti, mense, rosticcerie ecc...). Se non sapete dove andare e avete un simpatico ristorantino vicino casa, provate a chiedere al gestore se potete conferire l’olio esausto che avrete raccolto in un apposito contenitore direttamente a lui. Così, avrete la certezza che l’olio sia smaltito correttamente. Per contattare le aziende di raccolta operanti nella propria regione e chiedere maggiori informazioni in merito, il sito del CONOE mette a disposizione questa pagina online.
Il recupero viene effettuato dalle aziende consortili autorizzate dalla Provincia e/o Regione sulla base del progetto presentato dalle singole aziende. Nello specifico, il Consorzio, assicura e promuove su tutto il territorio nazionale: - la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento e il riutilizzo di oli e grassi vegetali e animali esausti; - lo smaltimento di quest’ultimi quando non sia possibile e conveniente la rigenerazione; - iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della raccolta e del recupero degli oli e grassi.
I maggiori riutilizzi, comunque industriali, sono: Il Consorzio non ha scopo di lucro, ha cominciato l'attività operativa a ottobre 2001 e nel 2010 ha raccolto e rigenerato 43.000 tonnellate tra oli e grassi esausti e, come sottolineato dallo stesso CONOE, se avesse la disponibilità del Contributo Ambientale previsto dall’attuale normativa (D.lgs. 22/97 art. 47 confermato dalle successive modifiche e integrazioni ultimo D.lgs. 205/2010 art. 233.), potrebbe fare molto di più. Serena Bianchi
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