Fotovoltaico: dalle radiografie ai pannelli solari, la Ferrania Solis punta sulla green economy |
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| Mercoledì 03 Marzo 2010 14:02 Scritto da Andrea Marchetti | ||
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Ulteriore dimostrazione che, nonostante le incertezze normative legate all'approvazione del Conto Energia 2011 ed alla procedura (che deve essere unica su tutto il terriotiro nazionale) per la messa in esercizio degli impianti fotovoltaici, gli industriali credono nelle potenzialità di sviluppo del settore fotovoltaico e nella green economy. Il caso di Ferrania Solis, controllata dal gruppo Messina, attraverso le partecipate Finemme Spa e Ferrania Technologies spa, è particolarmente emblematico di come le fonti di energia rinnovabile possano essere un fattore di superamento della difficilie congiuntura economica in atto, dando nuove idee e slancio alla nostra economia per superare la crisi e creare occupazione, creando , cioè, i cosiddetti Green Jobs, i posti di lavoro "verdi". Pare che anche i sindacati, infatti, dopo una fase di scontento dovuta allo stallo del processo di riconversione industriale ( dalle pellicole ai pannelli fotovoltaici) guardino con attesa ed interesse alle prospettive di sviluppo dello stabilimento. In precedenza, infatti,lo stabilimento della Val Bormida si era salvato dal fallimento grazie alla cosiddetta "Prodi bis", una legge sull'amministrazione straordinaria delle grande imprese insolventi che aveva reso possibile il commissariamento dell'azienda e la sua successiva vendita. E l'occasione è stata propizia per la formazione di una nuova compagine societaria che ha iniziato un processo di riconversione attratta dalle potenzialità di sviluppo del settore fotovoltaico. Da qui anche un piano di rialncio con obiettivi ambiziosi, fare dello stabilimento di CairoNord Est italiano con ricadute occupazionali importanti in tutta l'are della Val Bormida. il più grande polo produttivo del settore nel La fabbrica fotovoltaica rappresenta in Liguria, infatti, il primo grande insediamento industriale del settore e già dalla fase di demolizione e bonifica dei vecchi stabilimenti Ferrania Solis ha deciso di utilizzare prevalentemente imprese locali. Per quanto riguarda la produzione, già dalla fase di start-up si fabbricheranno 70mila moduli (pari ad una potenza di circa 15 MW), che raddoppieranno a 140mila (per una potenza dicirca 30 MW) entro il 2011.
Successivamente è prevista l'ulteriore espansione della produzione con la costruzione di un nuovo capannone che andrà ad occupare un'area complessiva di 12mila metri quadri per una produzione estesa, in totale, su 19 mila metri quadri. Secondo l'amministratore delegato di Ferrania Solis , Ernesto Salamoni, si tratta, infatti, solo del primo passo del rilancio produttivo di Ferrania, grazie ad investimenti di oltre 11,2 milioni di euro che si aggiungono ai 30 milioni già investiti per la fase di riconversione industriale. Ferrania Solis si occuperà anche della commercializzazione dei moduli fotovoltaici e della progettazione e istallazione degli impianti, cercando di sviluppare moduli fotovoltaici di elevata potenza puntando, così, a diventare "un vero e proprio centro di eccellenza del Made in Italy".
Non solo, quindi, operai ed addetti commerciali, ma anche ingegneri e tecnici sviluppatori di nuovi prodotti innovativi. "A fine mese avremo 34 occupati- continua Salamoni- che a metà 2010 saranno già 54. Da lì passeremo ai 62 del 2011, per chiudere, a pieno regime, con 72 occupati stabili. Una linea di produzione, questa, che sarà all'avanguardia assoluta del mercato italiano, un centro di eccellenza del Made in Italy" " in un contesto-ha aggiunto- come quello nazionale, il cui mercato e' coperto attualmente per i 2/3 da impianti fotovoltaici realizzati con pannelli importati dall'estero''. Nel 2010 Ferrania Solis prevede di produrre 24.000 moduli, nel 2011 87.000 per arrivare a 143.000 moduli entro il 2012 con possibili, ulteriori successivi sviluppi. Il fatturato dovrebbe passare dai 12 milioni di euro nel 2010 ai 37 milioni nel 2011 fino ai 60 milioni nel 2012.
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