| Quanto ci costerà la green economy? |
| Martedì 29 Dicembre 2009 09:59 Scritto da Lisa Vagnozzi | |||
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Eppure, pochi giorni prima che il vertice aprisse i battenti, sul settimanale di divulgazione scientifica New Scientist era apparso un articolo (Low-carbon future: We can afford to go green, di Jim Giles) che smentiva tali prospettive, citando i risultati ottenuti da uno studio della Cambridge Econometrics. La tesi di fondo dell'articolo è che un'economia basata sul taglio delle emissioni porterebbe degli aumenti decisamente contenuti al costo della vita. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.
Certo, il 2050 è ancora lontano e sono tantissimi i fattori che, nei prossimi quarant'anni, potrebbero influenzare in modo determinante l'andamento dei prezzi e il costo della vita (ad esempio, bisogna tenere presente che lo scenario prefigurato dalla Cambridge Econometrics non tiene conto dell'attuale crisi economica e dei suoi possibili effetti sul lungo periodo). Per questo, non possiamo sapere in quale misura tali proiezioni potrebbero essere realistiche. Tuttavia, è piuttosto evidente che lasciarsi convincere dai luoghi comuni e perseverare nei vecchi comportamenti in materia di stili di produzione e di scelte energetiche non è una soluzione. Lisa Vagnozzi
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C'è un luogo comune molto difficile da combattere, che è stato ripetuto anche in occasione del recente 














Non casualmente è molto allineato a quell'altra follia del (ahinoi famoso) Rapporto Stern che da buon economista si dedica alle scienze ambientali, dando i numeri "al lotto".
Prima di tutto bisognerebbe dire che, se non vogliamo abbandonare il benessere e lo sviluppo raggiunto, (ahinoi solo) dai Paesi Sviluppati (mentre 1,6 miliardi di ns. simili non dispongono neppure dell'elettricità e dell'acqua potabile, ecc. ecc.), non è possibile abbandonare le fonti tradizionali di produzione dell'elettricità.
Infatti le cosiddette "Fonti Rinnovabili" (solare ed eolico) non potranno che dare un contributo del tutto marginale (< 2& al 2030 - fonte IEA), oltre al fatto di costare tantissimo in termini, peraltro, di incentivi, vale a dire di fiscalità mascherata e diretta sui consumatori che hanno la Bolletta elettrica !
Dopo di che, come si faccia anche solo ad immaginare di sostituire le fonti tradizionali (impossibile) ed avere un incremento del costo dell'elettricità SOLO del 17% (???) è davvero da investigare.
Conseguentemente, tutti i pseudo calcoli (seppure giusto teorici) della loro incidenza sui costo e valore di tutti i manufatti che n3ecessitano dell'energia per essere realizzati, diventano appunto un'illusione o, purtroppo meglio, disinformazione ed istigazione a farci del male.
Una corretta attenzione ai veri temi ambientali (non certo a quelli dei supposti cambiamenti climatici antropici - vedere lo scandalo d"Climagate" dei dati di temperatura ttaroccati per farli apparire coincidenti con i modelli sviluppati dai "seri" tecnici IPCC !) è opportuna, non certo la strumentalizzazione e l'evocazione continua al catastrofismo.
Eppure di scienziati delle relative discipline, seri e documentati ce ne sono molte migliaia (vedere NIPCC e molti altri) e non sarebbe davvero male osservare le loro motivazioni e dati, anzichè farsi strumentalizzare dalle tante lobby "pseudo-ambientaliste".
Con simpatia.