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In India, fino a qualche anno fa, numerosi villaggi erano privi di illuminazione. Ma grazie ad un'iniziativa ambiziosa lanciata nel 2007 da una Ong, la Teri, oggi 500 milioni di abitazioni hanno l'elettricità grazie alle potenti lanterne solari a LED che utilizzano un sistema di batterie e pannelli appositamente studiato.

Fino a cinque anni fa, circa 400 milioni di persone vivevano con rudimentali lampade a cherosene non solo di bassa qualità ma anche pericolose. Ma in soli 5 anni, grazie al progetto Lighting One Billion Lives mezzo miliardo di case oggi sono illuminate naturalmente, senza produrre emissioni inquinanti.

Un problema non da poco visto che l'India è il secondo paese più popolato al mondo dopo la Cina, con 1,2 miliardi di abitanti. Dopo un avvio lento - solo quattro villaggi registrati nel primo anno – il progetto è ormai decollato. Più di 2.000 villaggi hanno adesso delle vere e proprie stazioni di ricarica, ognuna di esse formata da 50 lanterne solari di lunga durata.

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L'istituto di ricerca indiano però non distribuisce né vende le lampade ma agisce come una entità aggregata sociale di sviluppo, all'interno della quale gli scienziati e i designer lavorano a stretto contatto con più di 20 produttori per migliorare la qualità e l'affidabilità delle lampade e per ridurne il loro costo, mentre altre squadre lavorano a stretto contatto con la gente dei villaggi per aiutare a istituire i centri di riparazione e fornire il supporto tecnico.

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Stiamo cercando di migliorare la qualità delle lampade creando anche una catena di imprenditori locali”, ha spiegato al Guardian Ibrahim Rehman, direttore della social transformation division di Teri.

Prima di tale soluzione, la gente (o almeno quella che poteva permetterselo) doveva sborsare circa 1 dollaro al mese solo per avere le lampade a cherosene, quindi occorreva trovare un modello economico che potesse permettere agli abitanti dei poveri villaggi di risparmiare. All'inizio, le lanterne costavano circa 100 dollari ciascuna, ma ora costano tra i 15 e i 30 dollari e le batterie che prima duravano un anno, adesso ne durano tre. Chi non può acquistarle ha inoltre il vantaggio di poterle noleggiare per pochi centesimi al giorno. Per avere la luce, agli abitanti dei villaggi basta portare le lampade presso la stazione di ricarica più vicina al mattino e andarle a riprenderle la sera cariche.

La gente era sospettosa all'inizio, ma ora fa la fila per averle”, dice Rehman secondo cui di questo passo, in 10 anni, la maggior parte dei villaggi indiani avrà finalmente la luce.

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I benefici sono visibili”, ha aggiunto Dhairya Dholakia, che segue il progetto. “La gente ha la luce, chiara, pulita e non inquinante. Oltre ai benefici per la salute, anche l'istruzione è migliorata perché i bambini possono continuare a studiare fino a tardi”.

L'iniziativa di Teri, che sta già cambiando le sorti di molte persone in India, si sta espandendo altrove in paesi come l'Afghanistan, la Birmania, il Pakistan e in alcuni stati africani, tra cui Kenya, Etiopia e Sierra Leone, portando la luce del sole anche di notte.

Francesca Mancuso

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