macaco-harlan

900 macachi destinati alla vivisezione stanno arrivando, a gruppi di circa 150 unità in Italia. In particolare a Corezzana, provincia di Modena, un piccolo paese di appena 3000 abitanti, forse sconosciuto ai più, ma tragicamente famoso nel mondo animalista per essere la triste sede dei laboratori della Harlan Italy, azienda presente in quattro continenti che si occupa dell' allevamento e della custodia di animali destinati alla sperimentazione scientifica. Una nuova Green Hill, insomma, che ha fatto rimettere in moto la catena anti vivisezionista che già si era dispiegata a Montichiari.

Questa volta in pericolo non sono i cani beagle, ma centinaia e centinaia di scimmie Macaco provenienti dalla Cina e probabilmente originarie delle Seychelles o delle Mauritius, veri e propri pozzi d’oro da cui attingere per i vivisettori. Si tratta di uno dei più grossi carichi di animali da vivisezione mai giunti in Italia, con 900 animali in tutto, che arriveranno a Correzzana a scaglioni di circa 150, via Roma-Fiumicino.

La Harlan, che vende gli animali a laboratori, ospedali, università, aziende farmaceutiche, si occupa anche di vivisezione direttamente per conto terzi, dello “stallo” delle vittime della vivisezione, come dei beagle “fabbricati” da Green Hill e della creazione di animali geneticamente modificati, sempre per la vivisezione. Per questo, In Italia, le sue sedi si trovano nel mirino degli animalisti da diversi anni e, in particolare quella di Corezzana, è stata oggetto di un blitz del Fronte Liberazione Animale che già nel 2006 certificò le orribili condizioni in cui venivano detenuti gli animal, con migliaia di roditori costretti a vivere in pile di gabbie plexiglas, decine di carcasse trafitte da puntine e conservate nei frigoriferi del laboratorio, e decine di macachi costretti a vivere tra sangue e feci.

Come negare che tutto ciò non dovrebbe ancora accadere? Eppure “la normativa europea del 22 settembre 2010 prevede che gli alloggiamenti per gli animali da laboratorio siano tali da non pregiudicare il naturale comportamento etologico dell’animale”, spiega Valentina Coppola Presidente di EARTH, associazione per la tutela giuridica della natura e dei diritti animali. “E’ semplicemente  impossibile che lo stabile della Harlan sia dotato di spazi adeguati alla corretta detenzione di 900 scimmie e per questo presentiamo un esposto in procura per maltrattamento”, conclude la Presidente.

Oltre agli animalisti, sulla stessa linea è anche l’ex Ministro Michela Vittoria Brambilla, che, per opporsi a questo ennesimo sfregio nei confronti della tutela e del benessere degli animali, ha presentato una denuncia alla Procura di Monza, una ai Nas e un' interrogazione parlamentare. Tre documenti tesi a ad accertare le condizioni di vita degli animali all'interno dei capannoni della Harlan: “in quel capannone così piccolo è impossibile che per 900 scimmie siano rispettati i criteri di legge: la magistratura deve intervenire subito e fermare l' attività della Harlan”, spiega la Brambilla.

Ma l’ex Ministro non si accontenta e chiede anche di sapere “attraverso quale iter è stata autorizzata l'importazione nel nostro Paese di un numero così elevato di macachi destinati alla sperimentazione in laboratorio, chi è il funzionario del ministero della salute che ha firmato tale atto, quali controlli sono stati effettuati sul loro trasporto dalla Cina e con quale frequenza vengono effettuati controlli sullo stabilimento di Correzzana per verificare che siano rispettate le norme igienico-sanitarie vigenti”. Insomma, l' intera catena di autorizzazioni che ha fatto arrivare gli esemplari in Italia va ricostruita con chiarezza.

Così, a distanza di circa un giorno dalla prima notizia sull’arrivo di un carico di 150 macachi, data in rete alle 12.40 di ieri da 100% animalisti e a qualche ora dalla diffusione dei testi della Brambilla, ecco intervenire il Governo con una nota ufficiale del ministro della Salute Renato Balduzzi, che “ha disposto una verifica immediata del rispetto delle procedure previste dalla vigente normativa per quanto riguarda l’ingresso in Italia di primati  destinati alla sperimentazione scientifica.  Ciò in relazione sia alle condizioni di viaggio sia al trattamento degli animali in Italia. Ha disposto altresì un monitoraggio costante della vicenda da parte dei tecnici del Ministero”.

Per ora, comunque, questo non basta: bisogna continuare a protestare, a fare manifestazioni, a urlare lo scandalo degli animali rubati alle loro foreste e di tutti gli altri destinati  a vivere una vita di inferno. Insomma, bisogna distruggere la vivisezione, soprattutto mediante le leggi, come quelle che hanno proposto, sia al Consiglio regionale lombardo che al Parlamento, di impedire gli allevamenti di primati, cani e gatti. Un piccolo passo in avanti verso una battaglia ben più grande…

Cosa possiamo fare noi? Nel nostro piccolo diffondiamo e firmiamo la petizione online (http://www.firmiamo.it/fermiamo-harlan--fermiamo-la-vivisezione-)

Roberta Ragni

Scarica i testi dell’esposto e dell’interrogazione parlamentare sottoposta al Ministero della Salute:

Esposto presentato alla procura

Interrogazione parlamentare

Commenti   

 
patty menta
+1 #2 patty menta 2012-02-29 19:41
Ma la norma antivivisezione approvata alla camera poco tempo fa non è ancora esecutiva? Non si può farla passare subito al senato per salvare quei poveri macachi?
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Denise De Santis
0 #1 Denise De Santis 2012-02-27 23:13
ooooo
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