Creato Martedì, 23 Novembre 2010 14:27 Scritto da Verdiana Amorosi

Chi ha a cuore l’ambiente non si dimentica dei disastri. È il caso di quattro attivisti di Greenpeace, che ieri – a bordo di alcuni gommoni – sono partiti dalla nave “Arctic Sunrise" ancora in missione nel Golfo del Messico per dirigersi verso la piattaforma petrolifera, a largo della costa, per chiedere la fine delle trivellazioni in mare e la fine dell’utilizzo di combustibili fossili.
Tutto questo alla vigilia del vertice ONU sul clima di Cancun, il Cop16, in cui si affronteranno discorsi sui cambiamenti climatici e in cui si tenterà di trovare un accordo che sostituisca il Protocollo di Kyoto.
I quattro climber hanno raggiunto la Centenario, piattaforma che si trova a circa 100 chilometri dalle coste messicane di Veracruz e da qui hanno lanciato il loro appello: puntare sulle energie rinnovabili che non contaminano le acque dei nostri mari, producono energia pulita e consentono di archiviare per sempre l’era dei combustibili fossili.
“Il disastro della BP ha evidenziato non solo le difficoltà tecniche nel prevenire incidenti in acque profonde – ha detto Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace - ma anche l’avidità delle compagnie petrolifere poco propense ad investire capitali per la sicurezza”.
Greenpeace mette in evidenza anche le contraddizioni e gli atteggiamenti dei governi, che traccheggiano senza prendere mai una decisione definitiva e chiara. Da un lato infatti, il governo messicano – come molti altri dei Paesi occidentali – parla a voce alta di energie rinnovabili, ma intanto continua a dare soldi al settore petrolifero.

Gli occhi sono attualmente puntati sul golfo del Messico, ma - come ricorda Greenpeace - ci sono delle zone calde anche a largo delle nostre coste e in altri Paesi del Mediterraneo, dove si trovano decine di progetti di estrazione di idrocarburi. Per questo l’associazione ambientalista ha fatto un appello a Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente, chiedendo un piano immediato e definitivo per impedire la nascita di ulteriori piattaforme.
Verdiana Amorosi
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