Creato Mercoledì, 01 Settembre 2010 17:00 Scritto da Redazione greenMe.it

Hanno passato la notte nelle tende sfidando il freddo e il gelo i quattro attivisti di Greenpeace che ieri mattina all'alba, eludendo l'imponente schieramento militare della marina danese, hanno scalato la piattaforma petrolifera Stena Don, al largo della Groenlandia e riusciti a bloccare le operazioni di perforazione.
«Le grandi compagnie petrolifere devono restare fuori dall’Artico. Piattaforme come questa , impegnate in esplorazioni petrolifere - avverte Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace - potrebbero far scattare la scintilla della corsa al petrolio nell’Artico, mettendo a rischio questo fragile ecosistema e il clima globale. Il disastro del Golfo del Messico ha chiaramente dimostrato che è tempo di liberarci della schiavitù del petrolio».
Partiti a bordo di gommoni provenienti dalla Esperanza - la nave attualmente impegnata in un tour nell'Artico proprio contro le perforazioni petrolifere - ed equipaggiati per rimanere appesi sulla piattaforma anche diversi giorni, i quattro climber provenienti rispettivamente da Stati Uniti, Germania Finlandia, e Polonia, sono intenzionati ad intralciare il più possibile le attività della compagnia petrolifera britannica Cairn Energy per impedire che vengano portate a termine le trivellazioni prima dell'arrivo dell'inverno, quando diventerà impossibile continuare qualsiasi operazione di ricerca del petrolio.
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{jumi}
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