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Intercettazioni: ecco le regole. Ma per Legambiente ne gioveranno le ecomafie

Il disegno di legge sulle intercettazioni è oggi al vaglio del Senato, ma intanto si parla di possibile fiducia, mentre l’opposizione annuncia battaglia. E se il Presidente del consiglio Berlusconi accusa ancora una volta giornalisti e magistrati di voler fermare questo disegno, a sostenere l’assurdità di questa legge e a difendere l’importanza delle intercettazioni scende in campo anche Legambiente.

Neanche una settimana fa infatti, l’associazione ambientalista aveva presentato il suo Dossier Ecomafia 2010, in cui aveva sottolineato che molti dei reati perpetrati ai danni dell’ambiente dalle associazioni mafiose sono stati scoperti proprio grazie alle intercettazioni.


Solo le intercettazioni hanno permesso di scoprire e bloccare alcuni pericolosi traffici di rifiuti industriali soprattutto al Nord Italia, gestiti dalla criminalità organizzata insieme a imprenditori collusi e “colletti bianchi” senza scrupoli, che ora queste norme impediscono di ascoltare – ha fatto sapere Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente, commentando il ddl sulle intercettazioni - Se il testo della legge sulle intercettazioni - così come sembra emergere dai commenti odierni - non prevederà la possibilità di indagare in quella “fascia nebulosa” dei collusi non prettamente mafiosi, le ecomafie festeggeranno, in attesa di guadagnare cifre anche superiori ai 20,5 miliardi di euro intascati nel 2009”.

Le intercettazioni ambientali e telefoniche sono uno strumento fondamentale per contrastare i crimini contro l’ambiente. Crimini che non causano solo gravi danni al territorio ma che alimentano il business dell’illegalità gestito dalle cosche, devastano i settori legali del turismo e delle produzioni agroalimentari di qualità; aumentano l’incidenza di malattie gravi e spesso irreversibili, minano il futuro dell’intero Paese. Le Forze dell’ordine fanno un lavoro straordinario per contrastare l’ecomafia – ha concluso Cogliati Dezza - ma hanno bisogno dell’impegno del Governo per poter consolidare i risultati, a partire dalla possibilità di usare le intercettazioni e dall’urgenza di introdurre i delitti contro l’ambiente nel Codice Penale”.

Verdiana Amorosi

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