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Monsanto. Sinonimo di OGM. E di danni. Finora non si erano mai dimostrati quelli sulla salute, ma puntato il dito soprattutto sui danni economici agli agricoltori e alla biodiversità. Arriva oggi però un nuovo studio pubblicato sulla rivista International Journal of Biological Sciences che evidenzierebbe come il famigerato mais OGM prodotto dalla multinazionale sarebbe dannoso per la salute dei mammiferi, dunque anche per l'uomo.

Secondo lo studio, illustrato dal Rady Ananda su Food Freedom e riportato dall'Huffington Post, sono tre le varietà di mais OGMapprovato per il consumo negli Stati Uniti, in Europa e in molte altre nazioni: il Mon863, il Mon810 e l'NK603. E tutte arrecherebbero grossi danni ai nostri organi.

E ciò dovrebbe indurre alla riflessione, e non poco, visto che l'Ue ha dato il via libera, lo scorso 22 dicembre, all’importazione ed alla trasformazione in Europa di altre ben tre varietà di mais Ogm, che finiranno sia sulle nostre tavole che per l'alimentazione animale. Un lasciapassare che ha fatto molto discutere visto che gli stati membri dell’Unione Europea da tempo si erano detti contrari alla loro introduzione. Anche negli USA, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha dato l'ok all'introduzione di una varietà di mais Ogm resistente alla siccità (MON 87460).

Ma la Monsanto si difende dalle accuse, giurando e spergiurando che il mais sia sicuro e dunque destinato al consumo.

Ma gli esperti che si sono occupati dello studio, ed in particolare il primo autore della ricerca Gilles-Eric Séralini, hanno replicato: "Gli effetti erano per lo più concentrati nelle funzioni renale ed epatica, i due principali organi di disintossicazione, ma nel dettaglio differivano per ciascun tipo di OGM”.

Ma in alcuni casi, erano emersi anche disturbi al cuore e alla milza e non hanno alcun dubbio: “I nostri dati suggeriscono in maniera netta che queste varietà di mais OGM inducono ad uno stato di tossicità epatorenale. Tali sostanze non sono mai state parte integrante della dieta umana o animale e quindi le loro conseguenze sulla salute per coloro che li consumano, soprattutto nel lungo periodo sono attualmente sconosciute”.

Rischiare sulla salute. È proprio necessario? Ma è arrivata secca la replica della Monsanto secondo cui “la ricerca è basata su metodi analitici e di ragionamento imprecisi che non mettono in discussione la sicurezza dei prodotti”.

Francesca Mancuso

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