Buste di plastica: 10 consigli per riutilizzarle
Venerdì 22 Maggio 2009 13:02    Scritto da Germana Carillo
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Buste di plastica: 10 consigli per riutilizzarle
I 10 consigli

Busta di plasticaSportina, sacchetto, contenitore (in polietilene). E ancora busta, sacco per asporto, shopper. Alcune volte le vedi galleggiare in mare, altre svolazzare leggiadre nell’aere. Sono sempre loro, le buste di plastica, quelle che il supermercato ci fornisce nuove nuove (a volte senza nemmeno un cent in più sullo scontrino), sia che compriamo una bottiglia di latte (ah, se prendessimo quello sfuso!), sia che facciamo la nostra maxispesa settimanale che ci fa felici, contenti e soddisfatti di rendere mille e una sportine belle piene come uova.

In un anno il poco ecologico popolo d’Italia consuma ben 2 miliardi di buste, 400 a testa. Per realizzarle ci vuole il petrolio e per smaltirle si rovescia anidride carbonica nell’atmosfera, circa 200 mila tonnellate. Si è tentato di prendere la strada della loro messa al bando, ma…

Ma, forse non tutti sanno che il popolo d’Italia, quello stesso del supermercato, è fatto per dirle le cose e non metterle in pratica, è fatto per creare clamore attorno a un annuncio, discussioni, reazioni. E poi nulla. Il problema è questo: si preannuncia una norma, ma non se ne creano i decreti attuativi per definirne i modi di esecuzione e, soprattutto, sanzionare chi non rispetterà il decreto.


Parliamo del comma il numero 1130 della Finanziaria 2007 (governo Prodi), che prevedeva di “giungere dal definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto di merci”, rispettando la scadenza proposta dalla direttiva comunitaria EN 13432. A mancare, per l’appunto, sono i decreti che ne diano effettiva attuazione.

E suppongo sia molto difficile ci saranno prima del 2010.

Insomma, buste di plastica dure a morire. Ma nell’attesa che i massimi sistemi si raccapezzino, qualche catena di supermarket ha già deciso di fare da sé, appellandosi alla nostra (eco)coscienza. I negozi Auchan, gruppo francese, da luglio offriranno ai clienti la scelta – a pagamento – tra il sacchetto in mater-bi (pellicola biodegradabile ricavata dal mais, dall'olio di girasole, dalla patata o dagli scarti di pomodoro), il sacchetto di carta o i contenitori riutilizzabili di plastica o cartone. Coop mette a disposizione la busta biodegradabile, realizzata con materie prime rinnovabili di origine vegetale e, in alternativa nei punti vendita, una serie di buste riutilizzabili di diversi modelli e materiali. Così come Esselunga, che offre già alternative riciclabili o riutilizzabili allo shopper di plastica addirittura in 19 modelli diversi.

Intanto, perché non adottare un po’ di accortezze?




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