Aspirapolveri realizzati riciclando la plastica degli Oceani |
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| Martedì 13 Luglio 2010 11:04 Scritto da Alessandro_Ribaldi | |||||
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Dalla plastica che inquina mari e oceani di tutto il mondo e che nel Pacifico ha dato vita addirittura alla famosa Pacific Garbage Patch, come abbiamo visto c'è chi vuole costruirci addirittura un'isola galleggiante e abitabile. Ma c'è anche chi, per dare il buon esempio, vuole costruirci degli aspirapolveri. E' il caso dell'Electrolux, la nota azienda svedese produttrice di elettrodomestici che ha avviato la campagna "Vac from the sea” per dare nuova vita, anche simbolica, all'enorme mole di rifiuti e plastica che galleggiano nelle acque del pianeta. Attingendo dalle mostruose isole di spazzatura galleggianti dell'Oceani Pacifico, Atlantico e Indiano ma anche dai rifiuti dei tre mari europei, la ditta scandinava darà vita a sei avanguardistici quanto ecologici aspirapolveri che non avranno (almeno inizialmente) dei fini commerciali, ma verranno semplicemente esposti in “vetrina” per sensibilizzare l’opinione pubblica ad un gravoso problema che troppo spesso viene ignorato. Oltretutto la campagna Vac from the sea vuole anche fungere da monito per sottolineare la scarsa offerta di materie plastiche riciclate a fronte di una maggiore domanda delle aziende per costruire elettrodomestici eco-friendly.
Come afferma il vice presidente della Electrolux Cecilia Nord: ''Esistono delle isole di plastica, alcune volte molto grandi di dimensioni pari addirittura allo stato del Texas, che galleggiano nei nostri oceani eppure, a terra, si lotta per entrare in possesso di sufficienti materie plastiche riciclate per soddisfare la domanda di aspirapolveri sostenibili''.
E’ proprio questo l’aspetto più importante: far aprire gli occhi su un problema che anche Greenpeace ha più volte evidenziato. Ogni anno vengono prodotti oltre dieci milioni di tonnellate di plastiche, di cui il 10% finisce puntualmente nelle superfici marine. Gli studi affermano che ci sono almeno un paio di continenti galleggianti formati esclusivamente da spazzatura che sono alla deriva dei nostri mari. Altri, invece, potrebbero venirsi a creare come alcuni scienziati stanno sostenendo da tempo. Infatti, pare proprio che in Antartico ci sia “l’avanguardia di una nuova ondata”. Cosa aspettiamo allora? Che le grandi multinazionali prendano esempio da questo interessante progetto svedese e che iniziano ad “aspirare” rifiuti! Alessandro Ribaldi
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