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Piu' informazioni su: IKEA FAI albero di natale natale Natale 2009

fai_ikeaManca poco alle feste natalizie, e bisogna cominciare a pensare a regali, addobbi e all'immancabile albero. A questo proposito, vi segnaliamo un'interessante iniziativa ecofriendly: dal 14 novembre 2009 presso tutti i punti vendita IKEA si possono acquistare alberi di Natale al prezzo di 10,99 euro, vaso escluso. L'offerta riguarda degli esemplari di Picea Omorika (detto anche "peccio di Serbia") ed è valida fino ad esaurimento scorte.

 

Cosa c'è di ecofriendly e di sostenibile in una simile promozione natalizia? Chiederete voi. Il punto è che, una volta trascorse le feste, l'albero può essere riconsegnato: tra il 7 e il 12 gennaio 2010, tutti coloro che riporteranno in negozio il loro albero, insieme allo scontrino, riceveranno un buono di importo pari al prezzo di acquisto, che potrà essere speso presso uno dei punti vendita IKEA italiani dal 25 gennaio al 28 febbraio 2010.


Ma c'è di più: per ciascun albero di Natale restituito, il gruppo svedese, leader nel settore dell'arredamento, si impegna a donare 3 euro al FAI (Fondo Ambiente Italiano), da anni impegnato a difesa del paesaggio e del patrimonio artistico del nostro Paese, a favore del progetto di recupero del Bosco di S. Francesco, ad Assisi. Gli acquirenti possono dare un ulteriore contributo alla causa decidendo di devolvere al FAI anche 3 euro del proprio buono.

Negli ultimi cinque anni, proprio grazie ad iniziative come questa, i clienti IKEA hanno restituito più di 75 mila alberi che, invece di essere gettati via, sono stati trasformati in fertilizzante naturale o utilizzati come materia prima per la produzione di pannelli truciolati. Un modo per contenere gli sprechi e trasformare una tradizione natalizia in un piccolo gesto in favore dell'ambiente e del paesaggio.

Lisa Vagnozzi

Leggi tutti gli articoli di greenMe.it sull' Eco Natale 2009

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Commenti   

 
Claudia
+3 #2 Claudia 2011-01-11 12:10
Parlo per chi non lo può fare, parlo per chi è stato nelle nostre case e ha reso così magiche le nostre feste...parlo per chi può sembrare un ornamento...ma è Vivo. Vorrei che le mie parole arrivassero al cuore di chi ha preso, forse con leggerezza, queste decisioni, che scuotessero le coscienze di chi non considera la vita di un albero degna di essere vissuta...si, di un albero...perchè proprio di un albero voglio prendere le difese. Nessuno dovrebbe mai togliere vita alla vita, a nessuna vita. Soprattutto non dovrebbe farlo senza un valido motivo.
Proprio io, attenta animalista e ambientalista, mi sono resa complice di un reato...un reato contro la vita. La vita di centinaia, forse migliaia di Picea Abies..destinati ad essere trasformati in fertilizzante naturale o utilizzati per la produzione di pannelli truciolari. Mi sento ingannata, delusa....sono stata davvero sciocca a fidarmi. La pubblicità aleatoria dell'IKEA (marchio famoso della catena di arredamento svedese) dichiarava che gli alberi riconsegnati, se in buono stato, sarebbero stati ripiantati in Abruzzo e SOLO quelli secchi sarebbero stati "trasformati" in truciolato. Su 12,99€, che era il prezzo per l'albero, l'IKEA si impegnava a devolvere 3€ al WWF in favore dell'orso marsicano che abita l'appennino Centrale e durante i mesi invernali fatica a trovare arbusti di cui cibarsi. Mi ingolosiva poter far avere dei soldi al WWF, a cui avrei poi ovviamente lasciato io al momento della riconsegna altri 3€ (sempre in favore del WWF)...questa proposta mi ha sedotto e fidandomi della serietà di questi due grandi nomi non ho approfondito e fatto ricerche sulla veridicità delle informazioni...
Il primo di dicembre mi sono così recata a scegliere il mio abete...volevo festeggiare il primo natale della mia vita nella nuova casa...non pensando con questo mio gesto di macchiarmi di una colpa. L'ho sistemato in bel vaso, pensavo che l'avrei avuto con me e i miei cari nel centro del salotto, ma per il suo benessere ho capito che sarebbe stato meglio fuori in terrazza. Natale, così ho chiamato il mio Picea Abies, ama il freddo...è la sua natura. Un pino di montagna non è fatto per stare in un appartamento in città..nemmeno per le feste. Mi sono così accontentata di guardarlo dalla finestra...era giusto così!
La triste sorpresa, l'epilogo della vicenda c'è stato al momento della riconsegna del mio albero, ovvero quando ho scoperto che tutti, indistintamente del loro stato di salute, sarebbero stati trasformati in fertilizzante/truciolato.
E se da un lato posso capire, anche se non certo giustificare, questo comportamento da parte nel famoso marchio IKEA (è un negozio e per la propria natura persegue il business) non posso accettare che questa condizione sia stata accettata dal WWF, una delle maggiori, anzi forse proprio la maggiore, delle associazioni ambientaliste del mondo. Quest'ultima già in un'altra occasione ha venduto il suo nome macchiandolo di sangue perchè, per la collezione autunno-inverno2010, per soldi ha abbinato il suo nome a quello delle famose borse della griffe Braccialini. Borse a forma di animali, "bellissime e tenere per sensibilizzare tutte le persone a proteggere e difendere gli animali"...peccato che siano in pelle vera. Per la serie: proteggiamo il panda, ma non preoccupiamoci di sterminare tutti gli altri animali. Dicono che il fine giustifica i mezzi...ma forse su tante cose bisognerebbe riflettere di più...
In questo caso a farne le spese di questa potente macchina consumistica messa in atto sono i pini, ma di riflesso anche i "clienti" ingannati e beffati.
Questa cosa mi ferisce perchè finisce inevitabilmente per far perdere fiducia alla gente nelle associazioni benefiche, nelle donazioni (più di una volta si è gridato allo scandalo...per colpa di qualcuno che abusa di un nome o di una nobile motivazione per perseguire il proprio interesse) e in tutto il mondo Onlus...anche a Natale. O forse soprattutto a Natale quando la gente, presa dallo spirito natalizio, è più propensa a fare beneficenza. E mi chiedo se almeno quei miseri 3€ siano arrivati a destinazione...e mi chiedo se distruggere tutti quei giovani alberi in nome del consumismo e falsi ideali sia ragionevole. Come si può per avere l'illusione di avere la "Natura" vicino ed essere così egoisti? Forse bisognerebbe essere più cinici e disillusi e non credere a queste "campagne" benefiche. Basterebbe spiegare come stanno le cose...
Dicono quanti alberi sono stati venduti..ma quanti vengono riconsegnati? E soprattutto quanti vengono ripiantati davvero? A quest'ultima domanda la risposta è semplice: ZERO! Chi crede ancora a questa favola? La risposta, grazie a loro, è sempre la stessa: ZERO...ormai anche io non ci credo più. Non dopo quello che ho visto. Il mio Natale avrebbe dovuto finire ammassato con altri mille in un container blu. Inisieme ad alberi secchi e mezzi morti a causa del caldo delle nostre case, degli addobbi e delle poche cure. Ma avrebbe dovuto finire lì dentro insieme anche a quelli ancora verdi e rigogliosi, amati e curati in questo mese dalle loro famiglie. Io ho detto: no. Me lo sono caricata di nuovo in macchina e andrò a piantarlo io...magari in montagna. Il mio abete, il mio Natale, avrà una nuova vita o almeno una speranza di vita.
Però tornando a casa tutta abbacchiata mi sono detta: non può finire così. È giusto che la gente sappia e poi in totale libertà scelga come agire, scelga da che parte stare. Perchè questi loro modi di fare, non mi stanno bene.. nemmeno un pò...
E so di essere provocatoria ma a questo punto sono assalita dai dubbi e mi chiedo se quei soldi che l'IKEA, così attenta ai problemi sociali, dovrebbe devolvere all'UNICEF per ogni pupazzo venduto oppure la lampada solare per i bambini del terzo mondo (come vengono pubblicizzati alcuni prodotti IKEA) arrivino davvero a destinazione. O sarò solo un mezzo per vendere e nulla di più?
E mi chiedo infine che posizione hanno le "associazioni famose" in tutto ciò? Ci guadagnano soldi di cui forse hanno davvero bisogno...ma la loro immagine, e soprattutto la loro coscienza rimane pura e limpida come quella di una onlus dovrebbe essere?
Con questa lettera so di ottenere poco: i responsabili di questo scempio la cestineranno senza nemmeno leggerla....molti altri penseranno che forse non avevo niente di meglio da fare (faccio volontariato da anni e non è la prima volta che me lo sento dire). Forse è vero...ma forse in questo modo sento di aver "riparato" a un errore che ormai ho fatto o forse potrò evitarlo a qualche altra persona. Qualcuno che forse leggendo le mie parole, forse dure ma dettate unicamente dalla delusione e dal rammarico per aver ingenuamente creduto ad una favola, l'anno prossimo a natale ci penserà due volte e forse non prenderà più un albero vero condannandolo a morte certa.

Claudia, una cliente disillusa,
e il suo Natale,
il primo pino che veramente avrà la possibilità di vivere
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Mahurin
+1 #1 Mahurin 2009-11-21 16:33
Gentili lettori,
Non abboccate a queste presunte attività di difesa dell' ambiente proposte da una multinazionale come l' Ikea che cerca di costruirsi con esse una facciata di azienda attenta all' ecosostenibilità del suo business. Basta una riflessione sul modello di vendita che essa propone (consumismo "usa e getta", richiamo di milioni di automobili per anno in ciascun dei suoi punti vendita con conseguenti danni da inquinamento agli abitanti circostanti, scarsissima trasparenza dei suoi approvvigionamenti di materie prime, condizioni di lavoro solo apparentemente "certificate" in termini di solidarietà sociale) per capire che ci troviamo di fronte ad una vera e propria impostura gestita assai strumentalmente con l' unico obiettivo di attirare sempre nuovi clienti. D' altronde una seria e paziente ricerca con Google su internet, che vada cioè oltre le solite prime pagine consultate dalla maggioranza dei navigatori, vi svelerà una realtà ben diversa da quella che la "democratica" multinazionale (che controsenso in essere !) vuole mostrare attraverso una miriade di iniziative di puro mimetismo comunicazionale. Dispiace solo che una associazione encomiabile per spirito e fini si lasci coinvolgere (ma non è purtroppo la sola, anzi) in "iniziative" di tal scarsa serietà ed onestà. Saluti
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